Visita al carcere di Sollicciano, Milani (PD): “Trentacinque anni dall'arresto di Enzo Tortora, cosa abbiamo imparato?”

Il consigliere democratico ha partecipato all’iniziativa promossa da Firenze Radicale per gli Stati Uniti d’Europa

Queste le dichiarazioni di Luca Milani, consigliere PD

 

“Oggi, aderendo alla campagna promossa dai radicali Italiani, in ricordo di quel 17 giugno 1983 in cui fu arrestato Enzo Tortora, ho fatto visita al NCP di Firenze a Sollicciano. Un'adesione doverosa anche per dar seguito al percorso avviato dal Consiglio Comunale con la seduta straordinaria proprio all'interno del carcere  dell'11 novembre scorso. 

Trentacinque anni dopo, nonostante il ripetuto tentativo di riformare l’ordinamento per una “giustizia giusta”, è sconfortante ammetterlo ma ci ritroviamo dinanzi a una spaventosa crisi dei principi dello stato di diritto. La situazione di oggi nel carcere appare migliorata rispetto a qualche anno fa anche grazie ad alcuni interventi edilizi, organizzativi e ad un ridimensionamento del numero dei detenuti (circa 750).

Il personale di Polizia Penitenziaria dimostra tutta la sua professionalità ed umanità , nonostante la strutturale  carenza di organico, gestendo al meglio la quotidianità carceraria.

Circa il 70 % dei detenuti, ormai è costituito da stranieri e questo aumenta le difficoltà nella vita quotidiana e sempre tra i "piccoli" problemi è necessario segnalare l'impossibilità di  molti di poter fare una telefonata, comprare delle sigarette o una maglietta pulita o il necessario per l'igiene personale. Piccole cose che  possono sembrare banali ma che migliorano invece il clima e la salute psico-fisica dei detenuti.

Sono evidenti carenze strutturali dell'immobile, con infiltrazioni di acqua nelle celle e bagni e docce da rifare; caldo torrido durante l'estate e freddo intenso in inverno.

Quello che dobbiamo evitare è che il carcere sia identificato come una discarica sociale abbandonata, che deve contenere tutto quello che la società civile non vuole vedere o incontrare per strada. Questo pensiero viene continuamente alimentato  da chi vuole  soffocare la parte migliore della "polis",  riducendola a minoranza silenziosa soffocata dalle grida forcaiole e giustizialiste divenute ormai la moltitudine.

Per evitare questo è necessario aumentare l'utilizzo del regime di semilibertà, l'affidamento in prova allargato e tutti gli altri istituti consentiti per permettere un vero reinserimento nelle attività lavorative. Ma affinché ciò avvenga è necessario che il mondo fuori dal penitenziario sia disposto a dare una mano. 

Riporto quindi con estremo favore la delibera di Giunta promossa dal Sindaco proprio durante il Consiglio  Comunale a Sollicciano, che ha stabilito una quota pari al 5% da riservare alle cooperative di tipo B da inserire negli appalti del Comune e delle partecipate in modo da permettere questi inserimenti lavorativi.

Questo potrebbero fare anche i privati, come ad esempio le grandi aziende che fanno molto uso di cooperative all'interno dei loro stabilimenti. Il lavoro infatti costituisce il veicolo principale per una vera e duratura emancipazione dell'essere umano”. (fdr)


 

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