Primo incontro del ciclo “Se vuoi la Pace, prepara la Pace” ieri nel Salone de’ 200 di Palazzo Vecchio

Luca Milani (Presidente del Consiglio comunale): “Abbiamo iniziato con una testimonianza di chi vive in Israele e che prova a percorrere sentieri di dialogo e di confronto di educazione alla Pace”

“A questo incontro dal titolo “Dove comincia la Pace” organizzato insieme alla Comunità Ebraica di Firenze, La Federazione delle Associazioni Italia Israele e la sezione di Firenze, abbiamo avuto come ospiti Angelica Edna Calò e Yehuda Livné, due storici attivisti che, da oltre trent’anni, dal loro kibbutz vicino al confine con il Libano, lavorano quotidianamente con palestinesi e israeliani, ebrei e arabi per la costruzione di un futuro di riconoscimento, incontro, comprensione e pace.

Alla fine del 1967 – ricorda il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – il Sindaco Giorgio La Pira, compì un viaggio in Terra Santa ed in Egitto; il motivo, la strategia di questa sua visita, era in linea con quella tesi di ISAIA (le armi cambiate in aratri), e profetizzava l’inevitabilità della pace universale; l’inevitabilità del disarmo e l’inevitabile promozione civile e spirituale dei popoli di tutta la terra.

Questa tesi assume, in questo momento, un rilievo enorme, essa pone qui in maniera più drammatica l’inevitabile domanda: perché ancora la guerra? Perché non trovare una soluzione politica per tutti i problemi che separano ancor tanto dolorosamente arabi e israeliani? Questi popoli non appartengono alla stessa famiglia di Abramo, e non hanno perciò, un comune destino religioso storico e politico da attuare nella presente età scientifica del mondo? Il Mediterraneo, lungo le sponde del quale questi popoli abitano, non può tornare ad essere - è il suo destino - un centro di attrazione e di gravitazione storica, spirituale e politica essenziale per la storia nuova del mondo?

La storia successiva – conclude il presidente Milani – ci porta a dire che questa era una tesi sbagliata, fallita, irrealizzabile.

Abbiamo organizzato il primo di quattro appuntamenti previsti su “Se vuoi la Pace, prepara la Pace” perché non ci arrendiamo. Perché, nonostante tutto, siamo convinti che quella tesi sia fondata. È la “spes contra spem”. La speranza anche quando non c’è più speranza”. (s.spa.)

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