Donata Bianchi (Presidente Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione): “Approfondire le criticità in relazione al funzionamento dei consultori e dell’accesso all’interruzione di gravidanza”

“Oggi la Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione ha ospitato in audizione le rappresentanti di alcune delle organizzazioni che a Firenze e in Toscana monitorano da tempo l’attuazione della legge 194/78, Barbara Orlandi, Cristina Arba, Donella Verdi, Luisa Petrucci. L’incontro – spiega la presidente della Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione Donata Bianchi – nasce dalla necessità di approfondire le criticità da tempo segnalate in relazione al funzionamento dei consultori e dell’accesso all’interruzione di gravidanza in modo farmacologico, temi che saranno al centro di un presidio il prossimo 18 gennaio.
Come riportato anche nella recente Relazione al Parlamento sull’attuazione della L.194/78 contenente i dati 2019 e 2020, il tasso di abortività (N. IVG rispetto a 1.000 donne di età 15-49 anni residenti in Italia), l’indicatore più accurato per una corretta valutazione del ricorso all’IVG, conferma il trend in diminuzione: è risultato pari a 5,8 per 1.000 nel 2019 (con una riduzione del 2,7% rispetto al 2018) e pari a 5,5 per 1.000 nel 2020. E il dato italiano rimane tra i valori più bassi a livello internazionale. Il numero di IVG è diminuito in tutte le aree geografiche e in tutte le classi di età. Il tasso di abortività tra le minorenni si conferma tra i più bassi in Europa. Altrettanto interessante il fatto che il ricorso all’aborto nel nostro Paese è in costante diminuzione anche tra le cittadine straniere. L’aspetto drammatico per le donne come segnalato in Commissione, è invece l’incidenza di medici obiettori, un problema che riguarda anche la Toscana dove il 55,4% dei ginecologi sono obiettori, lo sono anche il 21,5% degli anestesisti e il 22% del personale non medico. Altro aspetto problematico è la bassa incidenza dell’IGV farmacologica, a livello nazionale solo il 20% dell’IGV avviene con questa metodica.
Nel corso dell’audizione l’attenzione si è concentrata in modo particolare sulla necessità di avere una maggiore promozione dell’IGV farmacologica sul territorio regionale e l’urgenza di applicare le più recenti indicazioni scientifiche circa la possibilità di una gestione domiciliare di una parte del ciclo di assunzione dei farmaci necessari, come già avviene in Lazio, dove la donna può scegliere di recarsi solo una volta presso le strutture ambulatoriali o consultoriali, per poi gestire a casa in autonomia la parte finale del trattamento. Il nodo fondamentale è quello di consentire alla donna, nel quadro delle norme e delle indicazioni scientifiche vigenti emanate anche dal Ministero della Salute, una scelta più ampia e attenta ai suoi bisogni in relazione alla metodica possibile per l’IGV da quella chirurgica a quella in Day Hospital fino a quella in forma domiciliare. Una gamma di scelta utile anche a ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere (aspetto particolarmente rilevante in questo periodo) e i costi di gestione. Il superamento degli ostacoli all’accesso alla interruzione volontaria della gravidanza e ai moderni metodi contraccettivi ed il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza delle prestazioni devono essere obiettivi primari. E come sancito anche dalla norma, ciò implica il rispetto effettivo del diritto delle donne ad un'informazione basata sui dati scientifici in relazione alla contraccezione e alle modalità di interruzione volontaria della gravidanza. L’analisi compiuta in Commissione – aggiunge la presidente Donata Bianchi – ha evidenziato una difforme diffusione sul territorio regionale dei consultori (secondo la legge dovrebbe essercene uno almeno ogni 22.000 abitanti), in alcuni casi aperti solo poche ore durante la settimana e con un forte orientamento alla prevenzione oncologica piuttosto che presidi informativi per una medicina di prossimità, attenta anche alle specificità di genere e dedicati alla promozione dell’educazione alla sessualità, all’uso del contraccettivo e ad una maternità consapevole. La Toscana è stata sempre un punto di eccellenza in questo ambito, ma oggi si segnala la necessità di nuovi investimenti in infrastrutture e personale, come peraltro indicato nel documento conclusivo degli stati generali della Salute promossi dalla Regione. Un altro elemento di criticità discusso oggi è stato quello del Tavolo regionale sulla 194 la cui ripartenza pare essere stata rimandata lasciando sospeso anche il dialogo con le associazioni delle donne presenti al tavolo come coordinamento per la legge 194. In accordo con la Presidente della Commissione Istruzione e Lavoro, presente in Commissione, i temi proposti saranno ulteriormente sviluppati anche attraverso iniziative e atti che promuovano tutte le componenti preventive e di assistenza previste dalla legge. Inoltre, grazie alla presenza delle consigliere di quartiere Angela Protesti e Gabriella Bellucci – conclude la presidente della Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione Donata Bianchi – il tema dei consultori sarà portato anche all’attenzione dei Quartieri, livelli di governo più prossimi anche ai servizi territoriali”. (s.spa.)

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