Donata Bianchi (Presidente Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione): “Compiere 18 anni e divenire cittadine e cittadini italiani”

“La cittadinanza – ha spiegato, nel corso di una comunicazione, la presidente della Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione Donata Bianchi – comprende diritti e doveri dei cittadini e delle cittadine e costruisce un legame tra la persona e uno Stato. La cittadinanza ha un’importante funzione aggregante di costruzione di una comunità ed è fattore di garanzia dei processi di inclusione dei figli e delle figlie dei migranti all’interno di una comunità nazionale.

Ad oggi, un ragazzo o una ragazza nati in Italia e  che ivi vi abbiano risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età (18° anno di età), divengono cittadini  se dichiarano di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data (Legge n. 91/1992 - DPR 572/1993). I ragazzi e le ragazze nati in Italia da genitori stranieri al compimento dei 18 anni devono presentare una dichiarazione di volontà all’Ufficio di Stato Civile del proprio Comune di residenza. Il Comune di appartenenza è tenuto, in base all'art.33 della Legge 98/2013, ad informare le cittadine e i cittadini  stranieri, nel corso dei 6 mesi precedenti il compimento dei 18 anni, della possibilità di richiedere la cittadinanza italiana entro il compimento del diciannovesimo anno d’età.

Gli enti locali devono svolgere quindi una funzione cruciale sia di informazione sia di accompagnamento alla presentazione della richiesta. Abbiamo trascorso un difficile anno di pandemia che non ha aiutato nell’espletamento nelle procedure amministrative che sostengono l’accoglienza, e che rischiano di diventare anche più difficili. Ad esempio non è chiaro perché  la scorsa settimana la Questura abbia sospeso la possibilità di prenotare online l’accesso agli uffici per il permesso di soggiorno, una misura che facilitava persone già costrette a fare lunghe file spesso anche con figli minori, una situazione che adesso rischiano di dover vivere due volte per fissare l’appuntamento e poi per arrivare allo sportello. Ecco, a fronte di queste situazioni che i nostri ragazzi e ragazze di origine straniera  hanno vissuto per anni accompagnando i genitori agli uffici della Questura, io credo che sia fondamentale che il Comune faccia il massimo per essere accogliente. Auspico quindi che l’Ufficio di Stato Civile – conclude la presidente della Commissione Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione Donata Bianchi – assolva all’impegno richiesto dalla norma e sempre  provveda a inviare tempestivamente, sei mesi prima dei diciotto anni,  la comunicazione ai ragazzi e alle ragazze che hanno diritto di presentare  domanda di cittadinanza come previsto dalla legge,  un passo verso l’assunzione di doveri  e il pieno riconoscimento di diritti per ragazzi e ragazze nati in Italia, eventi che il Comune è importante faciliti e celebri anche con eventi pubblici”. (s.spa.)

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