Cibo e buone pratiche: si apre oggi a Firenze, la prima assemblea annuale di Organic Cities Network Europe

Cibo e buone pratiche. Si apre oggi a Firenze la prima assemblea annuale di Organic Cities Network Europe che, grazie al Comune e a Firenze Bio, porta nella nostra città gli amministratori di città globali, come Parigi e Vienna; di territori, Parrenzo in Croazia, e di città medie Tartu in Estonia,Växjö in Svezia; i sindaci di piccoli villaggi, Correns, in Francia o Seeham in Austria. Ci sono anche i rappresentati della rete tedesca delle Biostädte (Amburgo, Monaco, Lauf, Norimberga e altre 10 città) e di Citta del Bio che terrà la sua assemblea generale. Organic Cities Network Europe fondata ufficialmente l’8 dicembre a Parigi, nella stesse sale dell’accordo sul clima, nasce dalla consapevolezza sull’insostenibilità dei modelli alimentari correnti, di produzione e di consumo. Oggi l’agricoltura ha il compito di nutrire il pianeta, di erogare servizi ecosistemici ed essere nello stesso tempo, sostenibile. Al centro della due giorni esperienze come quella di Parigi dove 30 milioni di pasti all'anno vengono serviti in 1.200 ristoranti collettivi del Comune e del Dipartimento di Parigi (asili nido, scuole, ristoranti scolastici, centri di accoglienza sociale, ristoranti per il personale, case pensione etc.). O quella delle oltre 900 cucine comunali di Copenaghen che serve oggi il 90% di alimenti biologici. Si parlerà anche delle scelte che i Comuni compiono per la gestione del servizio di ristorazione scolastica e collettiva, le modalità di utilizzo dei terreni agricoli di proprietà comunale, i programmi di educazione alimentare e di educazione al consumo sostenibile, per garantire corrette informazioni ai cittadini, ma anche la creazione degli “orti urbani”, sono tutti aspetti che impegnano le città. Sono le città che con le loro scelte determinano in larga misura i modelli di agricoltura che vengono praticati:  possono contribuire a implementare filiere alimentari sostenibili, capaci di innescare sinergie tra lo spazio urbano e le zone rurali, perché la città mangia, mangia il cibo, ma anche, in qualche modo, i terreni necessari per produrre questo cibo. Il rapporto che le città stabiliscono con l’agricoltura si ripercuote anche per l’approvvigionamento di acqua potabile.
«A Firenze si affronta una sfida attuale ed emergente della sostenibilità dal punto di vista delle politiche alimentari, agro produttive e commerciali – ha sottolineato  la vicesindaca Cristina Giachi – ed è bello che le istituzioni se ne facciano carico e si raccolgano intorno ad un tavolo per confrontare le esperienze e valutare le necessità delle comunità. La nostra città è stata cercata soprattutto per il lavoro dell'amministrazione comunale sull'uso del biologico nella refezione scolastica. Siamo riconosciuti come un'esperienza pilota per la quantità e l'incisività della nostra politica alimentare nella refezione scolastica».
Alla prima assemblea annuale di Organic Cities Network Europe ci sarà spazio anche per parlare delle sfide che le città impegnate nel raggiungimento dei loro obbiettivi nella promozione dell’agricoltura biologica che hanno di fronte. Sostanzialmente sono tre: l’aumento della produzione biologia per soddisfare la domanda di prodotti bio, freschi, stagionali e locali; strutturare la domanda e le catene di approvvigionamento per la ristorazione collettiva e sostituire i prodotti convenzionali con prodotti biologici e convertire anche il consumo e la produzione in cucina.
La rete Organic Cities Network Europe e’ stata fondata ufficialmente nel Municipio di Parigi l’8 gennaio 2018. Della rete fanno parte città globali come Parigi e Vienna, città medie come la città svedese Vaxjo, Premio europeo per lo Sviluppo sostenibile. Piccolissimi comuni molto noti nei rispettivi paesi per essere esemplari nella sostenibilità e per l’agricoltura biologica. Come Corrers, il primo villaggio Bio della Francia o Seeham in Austria, che unisce agricoltura biologica e accoglienza turistica, in maniera innovativa. Centri di ricerca e universitari austrici es estoni.
Tra i membri fondatori, Norimberga, città simbolo per il settore bio, perché sede della Biofach, la più autorevole e grande fiera del settore biologico al mondo, con 2500 espositori e 50.000 visitatori specializzati. Dell’Italia, Città del Bio, una rete con circa 200 comuni piccoli e medi: Milan Center for Food Law and Policy (Comune di Milano, Regione Lombardia e Camera di Commercio di Milano, di cui è presidente è Livia Pomodoro), erede dell’Expo 2015 di Milano sul cibo. (fn)

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