Da Firenze una petizione popolare per la sicurezza urbana

Al centro il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e altre misure per assicurare alle città una migliore qualità della vita. La raccolta delle firme parte mercoledì 17 ottobre, ore 13, alla Fortezza da Basso.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella si fa promotore di una petizione popolare con cui sindaci, amministratori e cittadini intendono chiedere al Governo e al Parlamento nazionale l’adozione urgente di misure volte a tutelare la sicurezza urbana, bene della comunità e diritto fondamentale di ciascun individuo.

Il documento, che prende spunto dalla petizione lanciata due settimane fa dal sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni, si articola in cinque punti: il rafforzamento della presenza delle forze di polizia nelle città, la certezza dell’esecuzione della pena, l’obbligo di lavori socialmente utili, una nuova politica carceraria e l’istituzione del ‘Fondo speciale per la rigenerazione urbana’. La petizione è online su Change.org (https://www.change.org/p/giuseppe-conte-petizione-popolare-per-la-sicurezza-urbana), mentre la prima raccolta di firme in città inizierà mercoledì prossimo, 17 ottobre, alle 13 ai Giardini della Fortezza da Basso.

Questi i cinque punti in cui si articola la petizione:

1) Rafforzamento della presenza delle forze di polizia nelle città

Gli organici delle forze dell’ordine e di polizia municipale, per stessa ammissione del Ministero dell’Interno, non sono sufficienti a presidiare in maniera effettiva il territorio. Per la sola città di Firenze mancano all’appello 250 uomini. Per le realtà comunali più piccole è necessario valorizzare la presenza degli agenti di polizia municipale in un rapporto 1:1000 rispetto al numero di abitanti. Occorre dunque prevedere un ampliamento degli organici perché più presenza in strada significa maggiore e migliore prevenzione dei reati, nonché più tempestiva capacità di intervento in caso di esigenza.

2) Certezza dell’esecuzione della pena 

E’ assolutamente necessario che gli autori di reati che destano particolare allarme sociale fra i cittadini, una volta individuati e tratti in arresto, non siano immediatamente liberi di circolare per le strade a causa dell’insostenibilità dell’attuale sistema carcerario. Per le comunità è infatti intollerabile il senso di impunità che a volte pare trasparire dal vedere in strada soggetti solitamente dediti a comportamenti . Occorre dunque agire sulla effettività delle pene comminate, nonché sui tempi della giustizia senza alterare tuttavia la commisurazione di pene adeguate al reato commesso, agendo anche sul rafforzamento delle misure cautelari.

3) Obbligo di lavori socialmente utili

Chiunque commetta atti di violenza verso persone o cose, oppure atti dispregiativi verso beni e valori della comunità, deve essere destinato anche allo svolgimento di lavori socialmente utili come riparazione e risarcimento dei danni cagionati alla comunità. Svolgere attività per la comunità significa anche entrare i contatto con gli equilibri e i valori che la animano.

4) Nuova politica carceraria

Accanto al senso di impunità derivante dall’incertezza della pena, si affianca la debolezza e l’inadeguatezza del sistema carcerario. Strutture fatiscenti, sovraffollamento, carenza di investimenti sui percorsi rieducativi. Esclusività del sistema carcerario come alternativa alla strada. Occorre un radicale cambiamento di rotta. Più investimenti sulle strutture carcerarie e sui percorsi di recupero sociale dei detenuti, e individuazione di luoghi e strutture intermedie, non così afflittive come il carcere, ma comunque idonee ad esercitare un controllo che eviti che la persona pericolosa sia libera di circolare in strada, e adeguati percorsi di recupero per le stesse persone che hanno commesso reati.

5) Istituzione del ‘Fondo speciale per la rigenerazione urbana’

La sicurezza urbana passa anche attraverso i modi in cui i luoghi e gli spazi vengono presidiati. E’ necessario creare un “Fondo speciale per la rigenerazione urbana” che possa garantire un sostegno diretto ad attività culturali, educative, sportive e sociali in grado di animare i luoghi ritenuti a rischio e recuperare gli spazi degradati. Strade, piazze e giardini devono essere vissuti dai cittadini come spazi comuni sicuri e vivibili.

 

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