Manifesti Pro Vita cancellati, Bocci e Cocollini (Gruppo Centro): “Libertà di espressione non è questione burocratica”

“Sconcertante la ricostruzione della vicenda stamattina in commissione Controllo”

“A una dipendente comunale basta una telefonata alla SaS per far cancellare manifesti già affissi, regolarmente accettati da SaS e pagati dal committente, in questo caso il movimento Pro Vita. Questa la ricostruzione della vergognosa vicenda avvenuta nel primo week end di dicembre stamani in commissione Controllo.

Per quale ragione il dipendente comunale si è assunto la responsabilità di valutare discrezionalmente il contenuto di quel manifesto? Non è dato saperlo. C’è solo una telefonata a un responsabile SaS che si è preso la briga di dare l’ordine di cancellare i manifesti. Secondo il PD, si è trattato di una questione squisitamente tecnica. Già, come se la libertà di pensiero si potesse incasellare nella burocrazia. C’è chi lo ha fatto prima del PD: il regime dei soviet in Russia nel XX secolo.

Siamo sconcertati e continueremo ad approfondire la vicenda indipendentemente dal contenuto del manifesto perché qua è in gioco la libertà di espressione prevista dalla costituzione”.

Lo dichiarano il capogruppo di Gruppo Centro Ubaldo Bocci e il consigliere e vicepresidente vicario del Consiglio comunale Emanuele Cocollini

(fdr)

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