Forza Italia chiede chiarezza sulle modalità di riapertura della scuola

"Le proposte del Ministro Azzolina, con l'idea di far ripartire le scuole, da settembre, con solo metà studenti in classe, e l'altra metà a casa, avevano destato in noi profondo stupore e disorientamento; stupore e disorientamento aumentati, nel momento in cui abbiamo assistito ad un dietrofront pressoché immediato da parte dello stesso Ministro, segno evidente di confusione ed incapacità di governare un settore fondamentale come quello dell'insegnamento". Queste le parole di Jacopo Cellai, Capogruppo Forza Italia, Giampaolo Giannelli,  Vice Coordinatore Provinciale Forza Italia, Gloria Gabellini, Responsabile Dipartimento Pubblica Istruzione Forza Italia Firenze, Maria Gaetano, Responsabile Dipartimento Provinciale Pubblica Istruzione Forza Italia.

"Le posizioni del Ministro provocano forte perplessità - precisa Cellai - non si può scaricare sulle famiglie e sui ragazzi il peso delle decisioni, aumentando i problemi già visti in questi mesi, come una didattica a distanza che ha provocato voragini tra varie categorie di studenti, o i problemi di organizzazione della quotidianità che hanno pesato fortemente sulle famiglie". "Occorre piuttosto - sottolinea Giannelli - puntare sulla riorganizzazione delle classi, sull'assunzione di nuovo personale docente e non, su investimenti strutturali sulle scuole, molte delle quali hanno gli spazi e possono garantire in sicurezza l'apertura dell'anno scolastico.Dal Ministro ci saremmo piuttosto aspettati - continua Gabellini - uno stimolo forte a rendere sicure le scuole, a chiedere interventi straordinari in edilizia scolastica, a riaprire scuole chiuse da tempo, a sdoppiare le classi, garantendo le distanze, magari riducendo l’orario, togliendo il tempo pieno ed utilizzando il sabato, accorciando l’ora scolastica".

"Mancano ancora 4 mesi all'inizio previsto per le lezioni - prosegue Gaetano - e c'è tutto il tempo, coinvolgendo le famiglie, i dirigenti degli istituti scolastici, sia pubblici che privati, per approntare decisioni serie, flessibili, che si dovranno necessariamente adattare alle varie fasce d'età degli studenti, alle strutture scolastiche e anche alla specificità delle diverse realtà territoriali".

"Non è più tollerabile - concludono i quattro esponenti azzurri - che un settore che dovrebbe essere in cima alle priorità del Governo, veda soluzioni rabberciate, improntate al pressapochismo e alla improvvisazione; la sicurezza e la tutela della salute devono accompagnarsi a soluzioni serie, condivise, che non pregiudichino il diritto all'insegnamento". (fdr)

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