Cambia cognome dopo una condanna e rientra in Italia, scoperto e arrestato dalla Polizia Municipale

L’uomo è stato portato a Sollicciano per scontare oltre un anno di pena residua

Non è bastato cambiare cognome per sfuggire all'arresto. Si tratta di un cittadino albanese di 30 anni individuato dalla Polizia Municipale e portato a Sollicciano per scontare oltre un anno di reclusione di una precedente condanna. I fatti risalgono a mercoledì mattina. Una pattuglia del Reparto di Rifredi ha fermato per un controllo una vettura in via Corridoni. A bordo due persone: il conducente, cittadino rumeno, e il passeggero, di nazionalità albanese. Il primo ha esibito documenti in regola, il secondo una carta di identità albanese dichiarando di non avere il permesso di soggiorno. Gli agenti hanno quindi effettuato gli accertamenti sulla base delle generalità riportate sul documento, confermate anche nella patente di guida valida, non rilevando irregolarità a parte il permesso di soggiorno per il quale è stato invitato a presentarsi in Questura entro 5 giorni. Durante lo svolgimento delle formalità del caso, agli agenti sono iniziati a sorgere i primi dubbi: a insospettirli il fatto che i documenti erano molto recenti e questo strideva sul fatto che l’uomo invece parlava e comprendeva molto bene l’italiano. Quindi hanno iniziato ad approfondire con domande mirate tanto che alla fine l’uomo si è tradito rivelando di essere in Italia da molti anni. E aveva approfittato della facoltà della legge albanese che consente il cambio del cognome e da lì aveva ottenuto anche i nuovi documenti esibiti. È quindi stato fotosegnalato e dalla procedura è emersa a suo carico una condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per detenzione e spaccio di stupefacenti risalente al 2018. Nel 2020 aveva ottenuto la pena alternativa dell'espulsione dal territorio italiano con il divieto di rientrare fino al 2030, pena dover scontare la condanna residua. Rimpatriato in Albania, nell’agosto del 2020, si era sposato e aveva cambiato cognome. Dopo il divorzio era però rientrato in Italia e a Firenze dove ha vissuto fino a mercoledì scorso con le nuove generalità.  Di concerto con il pubblico ministero di turno, l'uomo è stato arrestato in flagranza per la sua presenza su territorio nonostante l’espulsione e il divieto di rientro. Giovedì mattina si svolto il processo per direttissima e l’uomo è stato portato a Sollicciano per scontare la pena residua pari a un anno, quattro mesi e due giorni. (mf)

 

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