percorribile in autonomia da persone non vedenti
accompagnatore necessario per disabili su ruote
Da Piazza della Signoria a Ponte Vecchio, il percorso ha la forma di una 'L' con giro di 90° in senso antiorario (direzione Sud).
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Ritornati in piazza della Signoria, passando adesso per la corta via Vacchereccia,
si gira a sinistra in via Por Santa Maria terminata la quale siamo di fronte
al Ponte Vecchio che fu il primo,
e quindi il più antico ponte della cittpià, conosciuto in tutto il mondo.
Costruito in legname prima del Mille in epoca
romana, dove l'alveo dell'Arno era più stretto, successivamente venne edificato
in muratura ma fu distrutto da una grande piena nell'ottobre del 1177.
Ricostruito con alcune botteghe in legno sopra le arcate, fu devastato due volte da
violenti incendi nel 1222 e nel l322. Sempre prontamente restaurato, si
schiantpiò per la furia del fiume nella tragica alluvione del 1333 unitamente
a tutti gli altri ponti cittadini.
Fu ricostruito nel 1345 su tre archi
con l'attuale architettura, sotto la direzione di Taddeo Gaddi discepolo
di Giotto, in maniera molto più solida e con campate ben sfogate tali da
consentire il passaggio di una grande quantitpià d'acqua, in modo tale da
sopportare le piene del capriccioso fiume cittadino.
Agli angoli del ponte vi erano quattro torri (due per sponda) dalle quali
partivano dei portici contrapposti, coperti e merlati, che si interrompevano
al centro.
Oltre alla robustezza ed alla funzionalitpià del deflusso idrico,
il ponte fu caratterizzato proprio dalla presenza di questi portici (poi
chiusi per ricavarne le casette e le botteghe, che lo resero famoso) costruiti
ai bordi della carreggiata, come se si trattasse del proseguimento della
strada.
Nel 1442 l'autorità cittadina per salvaguardare la pulizia e le più elementari
norme igieniche, impose ai beccai (macellai) di riunirsi nelle botteghe
sul Ponte Vecchio per renderli un pò isolati dai palazzi e dalle abitazioni
del centro.
La disposizione mirava soprattutto ad eliminare le consuete,
maleodoranti tracce lasciate dai barroccini dei beccai lungo le strade fino
all'Arno durante il trasporto degli scarti più minuti delle lavorazioni
delle carni, scarti che potevano ora disperdersi direttamente, senza alcun danno, nella sottostante corrente del fiume. Da quel momento il ponte divenne
il mercato della carne ed i beccai, passati in seguito proprietari delle
botteghe, per ottenere più spazio, vi aggiunsero in modo disordinato delle
stanzette aggettanti sul fiume puntellandole
con pali di legno.
I macellai fecero e disfecero a loro piacimento fino a che la Signoria,
nel 1593, diede loro lo sfratto concedendo quelle botteghe ai più decorosi
ed ordinati orafi. In tali spazi tuttora valenti artigiani orefici e gioiellieri
continuano il tradizionale lavoro di preziosi, conosciuto e stimato da tutti.
In onore dell'oreficeria, nell'Ottocento, fu posto nella terrazza in mezzo
al ponte da dove si gode la vista dell'Arno e degli altri ponti, una fontanella
con il busto in bronzo del grande maestro Benvenuto Cellini,
opera dello scultore Raffaello Romanelli.
Dalla parte a monte, in alto per tutta la lunghezza
del ponte, scorre la galleria coperta, detta Corridoio
Vasariano dal nome di Giorgio Vasari, che la edificò nel 1565 su
commissione di Cosimo I dè Medici, per mettere in diretta comunicazione
Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti.
Dal 1581 il Corridoio fu adibito a museo ed oggi ospita
l'importante collezione di autoritratti e ritratti storici.
Per raggiungere Ponte Vecchio ci si avvicina al lato Sud di Piazza della Signoria e ci si dirige verso Ovest percorrendo la breve via Vacchereccia
situata alla estremità del lato Ovest di Piazza della Signoria, poi, giunti
all´ incrocio con via Por Santa Maria, si percorre questa strada in direzione
Sud.
Alla fine di via Por Santa Maria, angolo Sud/Ovest, immediatamente a Est,
è situata la piccola piazza del Pesce.
Per imboccare Ponte Vecchio è necessario continuare a camminare dritto
verso Sud, per attraversare il lungarno che scorre perpendicolare a via
Por Santa Maria. Se l´attraversamento è effettuato dal lato Est della strada,
si attraversa il lungarno degli Archibusieri, se dal lato Ovest il lungarno
Acciaiuoli.
Dopo l´attraversamento ci si trova su uno dei marciapiedi di Ponte Vecchio.
In piazza del Pesce, sul lato Nord della carreggiata, è situata una nota
gelateria.
Ponte Vecchio si percorre camminando in direzione Sud; è interdetto al traffico veicolare.
Il profilo di Ponte Vecchio è a dorso di mulo: si sale il primo tratto,
poi si giunge ad un tratto in piano, infine si discende l´ultimo tratto.
Ai lati del ponte si susseguono numerosi piccoli e rinomati negozi di oreficeria.
Nel mezzo del ponte, nel tratto in piano, ai lati Est ed Ovest si aprono
due terrazze profonde ciascuna circa tre metri; le terrazze sono delimitate
da un parapetto in muratura che dà sull´Arno.
Nel mezzo della terrazza sul lato Ovest, posto sopra un basamento circondato
da un´inferriata, c´è un busto di Benvenuto Cellini.
Nel mezzo della terrazza sul lato Est, vicino al parapetto, c´è una fonte
con acqua potabile e due passi a Nord un poco più spostato verso la carreggiata
del Ponte, un punto informativo automatico che a pagamento fornisce informazioni
audio in varie lingue.
Alla fine del Ponte si consiglia di camminare sul lato Ovest della carreggiata e di immettersi in via Guicciardini mantenendo la direzione Sud (più precisamente Sud/Ovest).
Il tratto della piazza che costeggia la Loggia della Signoria presenta
sconnessioni e pendenze laterali alla linea di percorrenza che rendono molto
faticosa la marcia senza accompagnatore.
In via Vacchereccia si marcia lungo il centro della strada. La pavimentazione
è più scorrevole e si può procedere in autonomia anche se
si avvertono forti vibrazioni
Presso una caffetteria, all’angolo con piazza Signoria, c’è
un servizio igienico per disabili correttamente realizzato.
L’esercizio presenta all’entrata uno scalino (alto circa 10
cm) per cui per entrare è necessario chiedere assistenza. L’accessibilità
al marciapiede sul quale prospetta l’esercizio è garantita
da una rampetta ben raccordata al manto stradale.
Anche in via Por Santa Maria si marcia al centro della strada.
La pavimentazione, in porfido, provoca forti vibrazioni e presenta tratti
con giunti vuoti.
Occorre procedere con molta prudenza anche se accompagnati.
Ponte Vecchio presenta una pendenza longitudinale molto pronunciata che non può essere superata autonomamente.
La pavimentazione è piuttosto sconnessa, ma i giunti tra le lastre, diagonali rispetto al senso di marcia (disposizione delle lastre a spina pesce), consentono di avanzare meno difficoltosamente.
Sono presenti, da entrambi i lati della strada, due alti gradini che impediscono di affacciarsi dal ponte.