Scorcio di Via Calimala, angolo Via dè Lamberti.
L'edificio d'angolo si presenta su due piani, al piano terra una loggia
chiusa da una cancellata, al piano superiore, centrata rispetto agli archi
che sorreggono la volta della loggia, una finestra bifora. La copertura
dell'edificio, a coppi e tegole ha una tipica gronda aggettante, sorretta
da mensole in legno lavorato.
Un passante attraversa la strada in bicicletta.
Alla cantonata opposta della foto precedente, raffigurato d'angolo, sta
il Palagio.
Si vedono, sul lato di via Calimala la porta d'ingresso sormontata da un
timpano realizzato in pietra serena, e sul lato di via dè Lamberti
tre grandi arcate, oggi usate come vetrine espositive. La foto è
stata realizzata in un giorno piovoso, così il colore della strada
in basoli di pietra appare scurito.
Una vista da via dei Calzaiuoli angolo via de' Lamberti della chiesa.
Si notano a circa 2,5 metri da terra le "nicchie" (3 in un lato
minore e 4 nel lato maggiore) che contengono le statue che ornano la facciata
della chiesa. Le nicchie, lavorate in marmo risaltano rispetto alla facciata
realizzata in pietra.
In una delle nicchie descritte nella fotografia precedente, sta la statua
di Donatello raffigurante San Giorgio.
Al centro del tabernacolo, la statua del santo raffigurato come un giovane
che regge uno scudo crociato. Alla base, in basso rilievo, si trova una
formella scolpita in marmo, in cui è rappresentato il combattimento
tra il santo a cavallo e il drago, infilzato da una lancia.
Il drago si contorce in un movimento a spirale.
Posti circa due metri sopra il centro dei tabernacoli, contenenti le statue,
sono "incastonati" nella facciata dei rosoni policromi realizzati
in terracotta vetriata.
La decorazione circolare, contiene al centro uno scudo con un giglio.
Vista prospettica della piazza, con sullo sfondo il palazzo Vecchio e la
sua torre che spicca nell'azzurro del cielo.
Alla destra la loggia dei Lanzi e a sinistra prima il Nettuno, sull'angolo
destro del Palazzo Vecchio, e a seguire la statua equestre di Cosimo I.
La piazza è attraversata da numerosi passanti e da gruppi di turisti
intenti ad ammirare i monumenti.
Una vista della statua principale del gruppo scultoreo della fontana.
La statua, di marmo bianco, rappresenta il nettuno che ruota leggermente
la testa con lo sguardo verso il lato opposto della piazza, che contiene
la Loggia dei Lanzi. Sullo sfondo si nota un profilo architettonico tipico
di firenze con una torre merlata, e terrazzi sui tetti in coppi e tegole.
Il monumento è preso dal basso verso l'alto. Come sfondo si vede
la facciata laterale di Palazzo Vecchio.
Il gruppo equestre in bronzo si appoggia sul basamento in marmo bianco la
cui decorazione centrale è realizzata in bronzo.
Del monumento rappresentato nella fotografia precedente si mostra a tutta
grandezza, il fianco del basamento che dà verso palazzo Vecchio.
Su tale fianco è rappresentato, a rilievo, il particolare dell'ingresso
trionfante in Siena. Cosimo, al centro della composizione, è rappresentato
su un carro trainato da cavalli.
La scultura in marmo rappresenta un leone che tiene, sotto la zampa sinistra, uno scudo con un giglio tinto di rosso su sfondo giallo. La foto è stata "scontornata", tramite un procedimento di fotoritocco. In questo modo è stato eliminato lo sfondo per poter meglio far risaltare la scultura.
Un particolare della statua Michelangiolesca. L'immagine riprende il profilo della faccia del David. La foto è stata scatta sull'imbrunire, donando al marmo bianco (della copia, l'originale è al museo dell'accademia) un colore rosa che si unisce allo sfondo della facciata di Palazzo Vecchio, con il fregio dell' ingresso principale su piazza della Signoria.
In primo piano Ercole, con alle sue spalle una parte della facciata di
palazzo Vecchio.
Ercole eretto, in posa fiera, guarda verso l'imboccatura di Por Santa Maria,
ai sui piedi, in ginocchio, con la testa stretta dalla presa del vincitore,
Caco che guarda alla sulla destra, verso il centro della piazza.
Un particolare del graffito che la "leggenda" attribuisce a Michelangelo. Si intravede la sagoma del profilo del personaggio, dentro una delle bozze della cantonata di Palazzo Vecchio all'angolo di via della Ninna e piazza della Signoria.
Una foto in notturna del palazzo ripresa dalla galleria degli Uffizi.
Il tono dell'illuminazione notturna rende la composizione dei monumenti
particolarmente suggestiva, enfatizzando l'immagine della torre sullo sfondo
del cielo ancora chiaro.
Un particolare dell'ornamento marmoreo del frontone di palazzo Vecchio. La composizione, simmetrica, vede ai lati due leoni che si appoggiano su mensole a sbalzo, e al centro la decorazione circolare Berniniana. Al disopra, centrata rispetto all'ornato, una finestra bifora, che da luce al secondo piano del palazzo.
Vista della loggia dal centro della piazza. L'edificio è centrato
e alla destra si nota uno scorcio degli Uffizi e un angolo di palazzo Vecchio.
Sul lato opposto del loggiato si nota la stretta via del Chiasso Dè
Baroncelli.
La fotografia, di repertorio, realizzata al mattino presto, presenta una
piazza deserta, una situazione che oggi, dato il continuo afflusso di turisti
e visitatori, difficilmente sarebbe ripetibile.
Dal basso verso l'alto viene ripreso il Leone di Flaminio Vacca. La zampa destra schiaccia una sfera, e si notano i quattro polpastrelli del felino che guarda verso il lato della piazza che è il proseguimento di via dei Calzaiuoli. Sullo sfondo la copertura della loggia della Signoria
La composizione è centrata rispetto a una delle tre volte che compongano
la loggia della Signoria. La statua è cosi sormontata dalla volta
a crocera della loggia. Sullo sfondo i costoloni, in pietra serena, che
si evidenziano sul soffitto a intonaco bianco. Al centro della crocera formata
dai costoloni, la testa del Perseo, che guarda verso il basso l'osservatore,
e gli alza in segno di vittoria la testa della Medusa.
Il Gruppo scultoreo in bronzo è rialzato da un basamento in marmo
bianco la cui base è all'altezza deglio occhi dell'osservatore.
Il gruppo marmoreo è formato da tre figure. La principale, eretta,
intenta a cingere una delle sabine, dà le spalle all'osservatore.
Il terzo soggetto della composizione, è chinato, impotente di fronte
al rapitore, intento ad osservare la figura femminile con lo sguardo al
cielo.