con assistenza
accompagnatore
necessario
Da via dell’Anguillara a piazza Santa Croce il percorso ha la forma di una lunga “I“.

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Prima
d’imboccare a sinistra via dell’Anguillara, sulla cantonata
vi è una piccola ma elegante edicola,
con cornice, timpano e mensole in pietra serena che ospita Cristo agonizzante
sulla croce ai cui lati sono la Vergine Maria e San Giovanni Evangelista.
L’opera,
in terracotta policroma in altorilievo su fondo azzurro, è di manifattura
fiorentina del XVII secolo. Alla base del tempietto un cartiglio con la
seguente iscrizione alquanto corrosa:
CRISTUS OBLATUS EST PRO NOBIS.
Proseguendo in via dell’Anguillara, si giunge quasi subito all’angolo con via dell’Acqua dove si può notare un altro piccolo tabernacolo sporgente, all’altezza del primo piano, sulla facciata del palazzo detto “dell’Anguillara”. Questo edificio già appartenente alla famiglia Riccialbani, fu donato nel 1435 dalla Repubblica Fiorentina al capitano di ventura Baldaccio d’Anghiari conte dell’Anguillara. La nicchia in pietra serena incorniciata da arco e lesene, protegge una statuetta marmorea della Madonna con il Bambino. Le proporzioni ed il bel panneggio morbido del manto della Vergine che in piedi tiene in braccio il piccolo Figlio, fanno pensare ad un artista fiorentino del Cinquecento; da alcune tracce di lumeggiatura d’oro ancora esistenti, si può desumere che una volta l’edicola fosse tutta dorata. Ai piedi della Madonna un’incisione, quale supplica dei passanti che le invocano protezione: “assicuraci un cammino sicuro”. Questo il testo:
ITER PARA TVTVM.
Di fronte al tabernacolo, sulla contrapposta cantonata, si può vedere
un’altra edicola pure
di modeste dimensioni, in pietra arenaria di stile barocco e di grazioso
effetto, sormontata da una testa di Cherubino. In origine la nicchia doveva
contenere un’immagine certamente di maggior formato e pregio di quella
che ospita ora. Infatti, attualmente accoglie un ridotto ma originale bassorilievo
in gesso policromo, recentemente restaurato, con l’immagine della
Madonna col Bambino e San Giovannino: in secondo piano, quasi in una struttura
piramidale, si stagliano due volti (uno raffigurante Sant’Anna; l’altro
Gioacchino o il committente) attorno alla testa della Vergine la quale è
assisa, con Gesù bambino in grembo alla sua destra e dal lato opposto
il libro aperto della sapienza, sorretto dalla mano sinistra del paffutello,
sottostante San Giovannino in piedi.
La formella, che si ipotizza di Raffaellino da Vinci, è di pregevole
manifattura e per la delicata compostezza dei personaggi e la loro non comune
disposizione, merita particolare attenzione, soprattutto ora che un attento
restauro ha riportato la scena ad una più agevole lettura.
Continuando
a diritto, si raggiunge ora piazza
Santa Croce.
In origine tutta la zona comprendente la piazza ed i suoi dintorni, pur
essendo in gran parte acquitrinosa per le frequenti tracimazioni dell’Arno,
era vissuta da molte attività artigianali. Ai primi del Duecento
alcuni frati francescani vi costruirono un piccolo convento con una chiesetta
dedicata alla “Santa Croce”. Alla fine del secolo, con grande
festa
religiosa e popolare, fu posta la prima pietra per la costruzione della
nuova e grandiosa basilica, su progetto di Arnolfo di Cambio, che sarebbe
terminata addirittura nel Quattrocento. In epoca più moderna fu realizzata
da Niccolò Matas, in dieci anni (1853-‘63), la facciata
in marmo bianco di Carrara e verde di Prato,
mentre il campanile di stile neogotico è opera di Gaetano Baccani.
Nella grande piazza rettangolare, divenuta sin dagli inizi uno dei luoghi più prestigiosi e animati di Firenze, si radunava una grande moltitudine di popolo per ascoltare le prediche dei frati francescani, oppure per assistere a giostre e tornei o al gioco del Calcio Fiorentino. A questo gioco con la palla, fino da tempi remoti, partecipavano due schiere di giovani con l’intento di far passare un pallone, spinto con le mani o con i piedi, oltre lo steccato finale del campo di gioco avversario. La palla era fatta di stracci (o composta di un involucro riempito di fieno, paglia, capelli o piume) o, nella maggior parte dei casi, da una vescica d’animale gonfia d’aria e ricoperta di leggera pelle cucita a spicchi per ricavarne la rotondità. Il Calcio veniva praticato popolarmente da tutta la gioventù, per le vie e le piazze o in luoghi anche inadatti, ma con il passare del tempo si caratterizzò sempre più, tanto da vederne partite organizzate, particolarmente sontuose, giocate da nobili cittadini che indossavano sfarzose livree nelle piazze più significative della città, prima fra tutte Santa Croce. Qui si può vedere ancora, sulla facciata del palazzo degli Antellesi, il rotondo marmo policromo detto battipalla, contro il quale all’inizio della contesa si scagliava il pallone che, nel rimbalzo, veniva ripreso dai calcianti e subito giocato.
Dai
tempi antichi il gioco è arrivato ai nostri giorni; tuttora nel mese
di giugno per i festeggiamenti del Patrono, la città rivive l’appassionante
contesa del fascinoso passato, nell’agonismo delle squadre appartenenti
ai quattro quartieri storici di Santo Spirito (bianchi), Santa Croce (azzurri),
Santa Maria Novella (rossi) e San Giovanni (verdi), in tre accanitissime
partite, due semifinali e la finale, in cui si designa il quartiere vincitore.
Le partite hanno la durata di 50 minuti e sono giocate da 27 calcianti per
parte nella cornice di un multicolore corteo
composto da 550 personaggi nei costumi del XVI
secolo. I fiorentini vivono l’evento con la convinzione di rinnovare,
nelle trame del passato, relazioni sociali della realtà moderna specialmente
con gli stranieri, che spesso con il nostro sole, buonumore e tradizione,
riescono a riscaldarsi dentro ed essere felici in un istante della vita
anche banale.
Il palazzo degli Antellesi si
presenta elegante sul lato destro della piazza coi suoi caratteristici mensoloni
e la facciata affrescata con pitture allegoriche eseguite in soli venti
giorni da oltre sessanta pittori sotto la diligente direzione di Giovanni
da Sangiovanni.
Dirimpetto alla basilica, dal lato di via de’ Benci, sorge l’elegante
palazzo Cocchi,
già dimora patrizia ed ora edificio pubblico adibito a uffici comunali.
Edificato da Baccio d’Agnolo nel Quattrocento su tre fronti liberi,
distacca nettamente il suo profilo valorizzando la bella facciata in pietra
forte (nella parte inferiore) e in pietra serena nelle altre, molto proporzionata
ed originale. Di fronte a palazzo Cocchi si erge la secentesca fontana
di piazza Santa Croce, che si compone di una
base ottagonale di marmo, alla quale sono addossate due conchiglie
contrapposte che raccolgono getti d’acqua
uscenti da teste leonine e due scalinate, mentre, al centro del basamento,
sorge uno stelo che
sorregge un’armoniosa vasca rotonda e si conclude con un trilobato
giglio fiorentino sormontato da una elegante corona granducale.
Attualmente la piazza, punteggiata dai tetti rossi in cotto e da balconi ed altane fiorite, è il centro dell’animato ed industrioso quartiere che, proprio dalla bellissima chiesa, vero “Pantheon dell’Itale Glorie”, ha preso il nome di “Santa Croce”.
La
costruzione della grandiosa basilica francescana a croce latina a tre navate
che custodisce affreschi di Giotto,
sculture di Benedetto da Maiano, Desiderio da Settignano, Donatello
ed Antonio Canova, pitture di Niccolò
Gerini, Santi di Tito, Giovanni Stradano… è certamente una
tra le più importanti chiese in stile gotico italiano. Essa è
divenuta un simbolo della Patria perché custodisce molti monumenti
funerari di personaggi famosi della storia come quello dedicato “al
padre e maestro di tutte le arti” Michelangelo,
opera di Giorgio Vasari. Altre tombe, le cosiddette
“urne dei forti”, sono consacrate a Dante, Machiavelli, Leonardo
Bruni, Carlo Marsuppini, Galileo Galilei, Luigi Cherubini, Vittorio Alfieri,
Ugo Foscolo, Gioacchino Rossini, figure eminenti che contribuirono a formare,
con il loro pensiero, l’unità del nostro Paese ancor prima
che politicamente fosse compiuta.
Sulla sinistra della facciata, in fondo al sagrato in angolo con largo Piero Bargellini (sindaco di Firenze nel 1966 per cui detto il “sindaco dell’alluvione”), vi è il monumento a Dante Alighieri, di Enrico Pazzi, qui collocato nel 1968. In origine, l’opera era stata innalzata nel 1865 al centro della piazza, in occasione della ricorrenza del centenario della nascita dell’altissimo poeta.
A destra della Basilica di Santa Croce, preceduta da un trecentesco chiostro, si accede alla Cappella Pazzi, gioiello di architettura rinascimentale del Brunelleschi, che l’eseguì in quattro anni a partire dal 1443, per conto di Andrea Pazzi, padre del più noto gonfaloniere Jacopo che guidò la famosa congiura contro casa Medici. Realizzata in pietra serena su un bianco intonaco a calce, la cappella presenta un elegante portico a sei colonne, con volte a botte e cassettoni decorati a formelle e cupola sovrastante l’ingresso. Purtroppo Filippo Brunelleschi morì prima di portare a termine l’opera, tanto che la facciata è rimasta incompiuta. Vi si accede dal bel portale in pietra serena eseguito da Michelozzo e Benedetto da Maiano attraverso il grande chiostro in stile rinascimentale adiacente alla chiesa, decorato da Bernardo Rossellino su disegno dello stesso Brunelleschi.
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Piazza Santa Croce ed alcune vie adiacenti non sono posizionate regolarmente rispetto ai 4 punti cardinali. Per semplicità, tuttavia, le informazioni fornite si atterranno allo schema del percorso fin qui seguito, indicando il punto cardinale prevalente rispetto alla posizione del visitatore.
Via dell’Anguillara scorre verso Est; è lunga quasi 300 metri e conduce direttamente in piazza di Santa Croce.
Si consiglia di percorrere questa strada sul lato Nord della carreggiata. Percorsi circa 80 metri, si attraversa via dell’Acqua, dopo altri 90 metri, seguendo lo stesso marciapiede, si attraversa via Torta, ma, a causa del caratteristico sviluppo di questa strada, dopo l’attraversamento ci si trova alcuni metri al suo interno.
È necessario quindi spostarsi di alcuni passi verso Sud per poter riprendere a percorrere l’ultimo centinaio di metri di via dell’Anguillara verso Est.
Alla fine di via dell’Anguillara, quindi, ci si trova rivolti ad Est di fronte ad un tratto di carreggiata stradale, perpendicolare alla nostra direzione, con traffico veicolare intenso nelle ore di punta. Questo tratto di carreggiata stradale coincide al lato Ovest di piazza Santa Croce.
Si gira verso Sud e si percorre un tratto di circa 10 metri del lato Ovest
della piazza.
Si incrocia così Borgo dei Greci che deve essere
attraversato sempre in direzione Sud.
Terminato l’attraversamento ci si volta verso Est: davanti scorre, perpendicolare, via de’ Benci. Presso l’angolo con Borgo dei Greci, l’attraversamento è riconoscibile per la presenza di uno scivolo.
Attraversata via de’ Benci verso Est e proseguendo in questa direzione si percorre il marciapiede del lato Sud di piazza Santa Croce.
Piazza Santa Croce ha una forma rettangolare; la sua collocazione urbana è la seguente: i due lati più lunghi, (di circa 140 metri), scorrono da Est ad Ovest, i più brevi, (di circa 70 metri), da Nord a Sud.
Il lato Est scorre parallelo al lato Ovest, quello su cui ci si è
affacciati alla fine di via dell’Anguillara. Dalla parte centrale
del lato Est si innalza la facciata della basilica di Santa Croce, all’estremità
Nord di questo lato si apre largo Piero Bargellini che introduce in via
S. Giuseppe, a Sud sono collocati gli ingressi al Museo dell’Opera
di Santa Croce e al chiostro della Cappella Pazzi.
Attraversata via de’ Benci, il lato lungo su cui si è giunti
è il lato Sud.
Su questo lato è situato il palazzo degli Antellesi.
Sul lato Nord confluiscono alcune strade importanti del centro storico della città: via Giuseppe Verdi all’estremità Ovest, via de’ Pepi a Est e, nella parte centrale, via Giovanni da Verrazzano.
Lungo i marciapiedi lati Est, Nord e Sud e accanto alla carreggiata con traffico veicolare attigua al marciapiede del lato Ovest, scorre, delimitata da catene blande, una strada pedonale che circonda lo spazio centrale della piazza, anch’esso pedonale, rialzato rispetto alla strada di circa 20 cm.
Tra le due carreggiate che scorrono lungo il lato Ovest, rimane uno spazio in cui è posta una fontana monumentale in marmo. Il marciapiede in pietra che circonda una pavimentazione di marmo bianco ed il basamento della fontana hanno la forma di un ottagono irregolare. Sui lati Est ed Ovest del basamento l’acqua sgorga da due teste di leone e cade in due conchiglie poste a circa 30 centimetri da terra. Ai lati Nord e Sud tre gradini salgono sul piano dove si posa una vasca rotonda il cui diametro è di circa un metro e mezzo; dal centro di questa prima vasca si innalza una piccola colonna, alta circa un metro, che sorregge una seconda vasca, anch’essa rotonda, ma leggermente più piccola. Da quest’ultima si erge il colonnino che sorregge il giglio di Firenze cinto da una corona.
Lo spazio centrale di piazza Santa Croce è circondato da numerose
panche in pietra alternate a cippi anch’essi in pietra. È un
luogo sempre molto frequentato dai turisti e dagli stessi fiorentini.
Sul lato Sud dello spazio centrale, molto vicino all’angolo che esso
forma con il lato Ovest, è situata una fonte con
acqua potabile.
Sui lati Nord e Sud della Piazza ci sono molti negozi di souvenir, di oggettistica e di pelletteria oltre a bar e punti di ristoro.
Per accedere alla basilica di Santa Croce bisogna raggiungere
il lato Est della piazza, oltre la carreggiata stradale, e porsi, possibilmente,
nella mezzeria del lato (che misura approssimativamente 70 metri).
Quindi, dopo essere saliti su uno stretto marciapiede, si salgono otto gradini
per giungere al sagrato della Basilica.
Il sagrato, da Nord a Sud, ha una lunghezza di quasi 60 metri ed è largo circa 7 metri.
La facciata della basilica presenta tre portoni d’ingresso: quello centrale, più grande dei laterali, presenta bassorilievi in legno.All’estremità Nord del sagrato l’imponente statua di Dante Alighieri è posta sopra un grande basamento di forma cubica che si eleva già dagli ultimi 4 gradini della scalinata.
Agli angoli di questo basamento sono scolpiti quattro leoni, sotto, tutto intorno al basamento, si susseguono gli stemmi in bassorilievo delle città italiane.
All’estremità Sud del sagrato, invece, è necessario
scendere sul piano della piazza per trova-
re la porta d’ingresso al Museo dell’Opera di Santa Croce e,
subito dopo, l’accesso al chiostro della Cappella Pazzi.
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In via dell’Anguillara il percorso si sviluppa in
zona a traffico limitato: si suggerisce di procedere sul marciapiede lato
Nord (sinistro).
La pavimentazione, di recente realizzazione, ha giunti ortogonali al senso
di marcia e una finitura superficiale con righe a rilievo che producono
vibrazioni moleste.
All’altezza del numero civico 20 è presente una rampetta piuttosto ripida, longitudinale al senso di marcia. In seguito il marciapiede si riduce di larghezza ed è in parte ingombro di espositori degli esercizi commerciali.
La mobilità in autonomia diventa molto difficile.
In corrispondenza dell’incrocio con via dell’Acqua le rampette di raccordo alla sede stradale sono ben realizzate.
Pochi metri dopo l’incrocio sul lato opposto del marciapiede si apre via Filippina dove recentemente è stato realizzato un servizio igienico comunale, accessibile in autonomia. Per giungervi, è opportuno attraversare via dell’Anguillara in corrispondenza della rampetta del passo carraio al numero civico 49 L’attraversamento non è segnalato.
L’area dei servizi igienici è raggiungibile attraverso una ripida rampetta; per il suo superamento può essere necessario un aiuto.
Il servizio igienico per persone disabili presenta delle criticità: il lavabo, posto alla destra dell’ingresso, ha un’altezza da terra di 91 cm; il vaso, con apertura frontale, ha il piano di seduta a 58 cm da terra.
Sono presenti appoggi perimetrali.
Il water è munito di maniglione reclinabile solo sul lato destro.
Sono possibili gli accostamenti frontale e laterale sinistro.
Opportunità di sosta per veicoli muniti di contrassegno per disabili tra via Torta e via de’ Benci.
Procedendo lungo via dell’Anguillara, in corrispondenza dei passi carrai, sono presenti rampette longitudinali al senso di marcia piuttosto ripide.
L’attraversamento di via Torta è alquanto
impegnativo: non essendo segnalato è sovente ingombro di motoveicoli;
la strada presenta una forte contropendenza.
La rampetta di raccordo in salita è stretta e ripida.
Procedendo, si incontra dapprima una pendenza laterale molto forte in corrispondenza di un passo carraio, quindi, un restringimento del marciapiede.
Il tratto terminale del marciapiede di via dell’Anguillara presenta parti, seppur brevi, in calcestruzzo ed asfalto. La rampetta di raccordo con via dei Benci è ben realizzata.
L’attraversamento di via de’ Benci è difficile da eseguire senza accompagnatore per la sconnessione del piano di calpestio e per le forti pendenze longitudinali (la strada ha sezione trasversale a dorso di mulo).
Superata via de’ Benci si ritorna in zona pedonale.
Si giunge in piazza Santa Croce e si procede lungo la strada che la borda sul lato Sud.
La pavimentazione è molto sconnessa e presenta mancanze di elementi costituenti.
Per accedere alla piazza occorre servirsi di una rampetta posta sull’angolo Sud-Est (che è ripida, ha un alto risalto e una pronunciata pendenza laterale) e superare un canale di raccolta delle acque piovane in pietra che borda la piazza su tutti i lati.L’accesso alla piazza risulta problematico anche in presenza di un accompagnatore.
La pavimentazione della piazza presenta sconnessioni circoscritte; si rilevano molte buche (in alcuni casi riempite con asfalto), e pendenze in varie direzioni. Si subiscono forti vibrazioni e scuotimenti dovuti ad impuntamenti della sedia a ruote.
La praticabilità della piazza risulta difficile anche con accompagnatore.
Il tratto di strada di fronte alla facciata della Basilica (lato Est della piazza) è ancora più irregolare. Si notano molte buche e, in alcuni tratti, per il cedimento dello strato di supporto, le lastre di pavimentazione si sono abbassate di livello.
A pochi metri dall’angolo di palazzo degli Antellesi, svoltando verso Sud si incontra borgo Santa Croce.
Quasi all’inizio della strada è presente un Ufficio
informazioni turistiche che al suo interno ospita servizi igienici,
di cui uno per disabili.
Borgo Santa Croce è in zona a traffico limitato e il percorso di
avvicinamento, che avviene sul marciapiede lato Nord della strada (destro),
si presenta piuttosto impegnativo senza accompagnatore poiché il
marciapiede è stretto e la pavimentazione è sconnessa.
L’accesso all’Ufficio Informazioni è difficoltoso per la presenza di pendenza e contropendenza accentuate da una concomitante pavimentazione sconnessa.
Il servizio igienico è facilmente raggiungibile; l’ingresso
presenta qualche difficoltà a causa della piccola rampetta di accesso
con gradino posta su pavimento già inclinato.
Sono consentiti l’accostamento frontale e quello laterale al water.
Sono presenti il maniglione reclinabile, gli appoggi perimetrali e la doccetta. Il water, con apertura frontale, ha la seduta a 55 cm da terra.
Per accedere alla Basilica di Santa Croce occorre raggiungere una rampa posta sul lato Nord (navata di sinistra), in largo Piero Bargellini.
Il percorso di avvicinamento alla rampa, in zona a traffico limitato, avviene lungo la sede stradale e, sebbene il tratto sia breve, non è prudente procedere senza accompagnatore.
La pavimentazione è sconnessa, consunta e rimaneggiata, con toppe
di asfalto; il piano di calpestio presenta, inoltre, una forte pendenza
laterale dovuta al profilo a dorso di mulo della strada.
Il raccordo della rampa con la pavimentazione stradale presenta delle irregolarità.
La rampa è molto ripida ed è consigliabile, anche per la sua lunghezza, l’aiuto di un accompagnatore.
Il raccordo della rampa con il piano del sagrato che corre lungo il fianco della Basilica è ben realizzato.
Da questo piano, per procedere, occorre superare un’altra rampetta.
Prima di giungere all’ingresso è necessario, infine, percorrere
un breve tratto, con profondi avvallamenti, pavimentato in sestini di cotto
posti a spina pesce.
Alla soglia d’ingresso è presente una ulteriore rampetta removibile
necessaria per superare un gradino alto circa 15 cm.
L’interno della chiesa è fruibile in autonomia, ad esclusione
delle cappelle del transetto.
All’ingresso, il chiostro della Cappella Pazzi presenta un gradino
in concomitanza del risalto tra il piano della piazza e il marciapiede.
Superato con assistenza il gradino, si entra nel chiostro, dove è ubicata la biglietteria.
Il chiostro - che borda il giardino centrale – è fruibile in piena autonomia.
Percorrendo il chiostro in senso antiorario è possibile raggiungere la Sala del Cenacolo con il Crocifisso del Cimabue.
Da qui, tramite una rampetta removibile in legno molto ripida e con assistenza, si raggiunge la stanza dell’affresco raffigurante S. Francesco che distribuisce il pane.
Proseguendo, si arriva alla Cappella dei Pazzi, inaccessibile per la presenza di due gradini rispettivamente di 20 e 18 cm.