in autonomia
accompagnatore
necessario
Il sesto tratto dell’itinerario ha la forma di una ‘L’ con il giro di 90° in senso orario e da piazza del Duomo conduce in piazza della Repubblica.

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Proseguendo
a diritto ci troviamo nel centro religioso della città,
tra la facciata della Cattedrale
di Santa Maria del Fiore (dall’unione della Madonna con il giglio,
simbolo della città), il Campanile di Giotto ed il già descritto
Battistero di San Giovanni.
La Cattedrale sorse dove esisteva l’antica chiesa di Santa Reparata;
l’imponente costruzione, che doveva contenere trentamila fedeli, fu
iniziata da Arnolfo di Cambio nel 1298 e proseguita nel tempo da Giotto,
Andrea Pisano, Francesco Talenti, Giovanni di Lapo Ghini e da altri valenti
architetti. Dopo 140 anni, il 25 marzo 1436, fu consacrata da papa Eugenio
IV.
La sua cupola, detta dai fiorentini
per la grandiosa mole, il “cupolone” è opera insigne
dell’architetto Filippo Brunelleschi che la iniziò nel 1420.
Questa, venne ultimata quando gli otto spicchi, riuniti fra loro dagli imponenti
costoloni di marmo bianco, furono collegati dalla bella lanterna sormontata
dalla grossa palla di rame dorato, posta con gran festa di pubblico e autorità
ad opera di Andrea del Verrocchio nel 1468. La croce fu poi applicata tre
anni dopo.
La cupola, purtroppo, non venne ultimata; secondo il progetto originario,
infatti, avrebbe dovuto cingerla un ballatoio,
ma dopo la morte del Brunelleschi, avvenuta nel 1446, smarriti che furono
i suoi disegni, essa rimase incompiuta. Successivamente, Baccio d’Agnolo
riprese i lavori in una delle otto facce del tamburo secondo un suo disegno,
ma do-po che Michelangelo l’ebbe giudicato “una gabbia da grilli”,
tutto rimase come prima.
Trascorsi quasi sei secoli dalla posa della prima
pietra, la cattedrale di Santa Maria del Fiore ebbe finalmente anche la
facciata, in stile neo gotico basilicale, opera dell’architetto fiorentino
Emilio De Fabris. La solenne inaugurazione avvenne il 12 maggio 1887. Le
tre porte di
bronzo furono realizzate, due da Augusto Passaglia (la
maggiore centrale e
quella laterale sinistra), mentre
la laterale destra, fu opera molto
sofferta realizzata da Giuseppe Cassioli il quale, avendo nei lunghi anni
di lavoro subìto vessazioni, disgrazie e miseria, nel lasciarci il
suo autoritratto in una delle testine
del battente destro, volle raffigurarsi con una serpe intorno al collo nell’atto
di soffocarlo.
Il bellissimo Campanile,
elegante e snello, alto 82 metri, che svetta inconfondibile nel cielo di
Firenze nella policromia civettuola ma austera dei suoi marmi, fu iniziato
nel 1334 su disegno e sotto la direzione di Giotto di Bondone (1266-1337)
capomastro dell’Opera del Duomo. Dopo la morte del grande pittore
architetto, la costruzione fu continuata da Andrea Pisano e poi portata
a termine da Francesco Talenti e Giovanni di Lapo Ghini nel 1359.
La ricchezza di sculture
e bassorilievi,
la finezza delle bifore e delle trifore, con la tipica tricromia gotica
dei marmi, formano un armonico insieme che fa del Campanile di Giotto, uno
dei più mirabili d’Italia. Anche Carlo V detto “il Saggio”,
rimanendo entusiasticamente colpito dalla sua bellezza, esclamò:
“È degno di essere coperto e mostrato di rado”.
Si
racconta che durante la fase iniziale nella quale il campanile veniva rivestito
ed ornato con i pregevoli marmi
bianchi, rosati e verdi nonché dalle
sculture eseguite dai migliori
scalpelli del tempo, come Donatello e Taddeo Gaddi, un cittadino di Verona
rendendosi perfettamente conto del valore che stava assumendo l’opera,
ebbe a dire che la Repubblica Fiorentina non poteva permettersi il lusso
di continuare a finanziare l’intera opera. Questo superficiale giudizio
offese la Signoria tanto da infliggere all’incauto veronese due mesi
di prigione per vilipendio! Scontata la pena, il gonfaloniere Ruggeri Calcagni
ordinandone la scarcerazione, volle però che prima di ripartire,
fosse condotto a vedere l’opulenza dell’erario pubblico al fine
di renderlo consapevole sull’effettiva solvibilità dei fiorentini
i quali, non solo potevano permettersi il lusso di eseguire il ricco rivestimento
al loro campanile, ma erano in grado di rivestire così l’intera
città.
Proprio di fronte al lato Sud del Campanile di Giotto troviamo
l’angolare trecentesca Loggia
del Bigallo (1352 - ‘58), antica sede della Misericordia.
Di stile gotico, decorata con ornamenti marmorei in rilievo di bellissima
fattura, venne costruita dall’architetto e scultore Alberto Arnoldi,
capomastro di Santa Maria del Fiore ed eccellente aiuto di Francesco Talenti.
La loggia, che in antico servì ad esporre al pubblico i fanciulli
smarriti o abbandonati affinché fossero rintracciati, riconosciuti
o adottati, vede nella parte superiore in corrispondenza dei due archi,
altrettante aggraziate bifore
protette da una sporgente grondaia; sotto la bifora che si affaccia sul
Battistero, si trovano tre piccole nicchie a tabernacolo di scuola pisana
che ospitano, nel centro una pregevole Madonna col Bambino ed ai lati San
Piero Martire fondatore della Misericordia e Santa Lucia protettrice dei
fanciulli.
Adesso girando a sinistra, si inforca l’animata via dei Calzaiuoli dalle tante scintillanti vetrine, che percorreremo per un breve tratto, per poi girare a destra in via degli Speziali e ritornare infine in piazza della Repubblica incorniciata da eleganti caffè con tavolini all’aperto.
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Il percorso principale prosegue dall’angolo Nord/Ovest formato dalla facciata e dalla fiancata Nord del Duomo.
Fatti pochi passi in direzione Sud si raggiunge la porzione di piazza del Duomo antistante la facciata della Cattedrale. Ci si trova, così, tra il lato Est del Battistero e la facciata della Cattedrale.
Per arrivare ai quattro gradini che portano al sagrato
della Cattedrale occorre superare un piccolo dislivello su cui, se non si
è attenti, è possibile inciampare.
I gradini della scalinata spesso sono usati dai turisti per riposarsi.
La facciata in marmo della Cattedrale presenta elementi a rilievo, sopratutto ai lati delle entrate e sui portoni.
Sulla facciata sono presenti tre portoni: l’ingresso riservato ai
turisti è quello posto a Sud, corrispondente alla navata di sinistra.
Accanto all’angolo Sud/Ovest della Cattedrale c’è
il Campanile di Giotto.
Anche il Campanile è circondato da una balaustra di ferro: l’unico varco è quello corrispondente all’entrata, situata sulla facciata Est.
Dall’angolo Sud/Ovest del-la Cattedrale il percorso continua verso Sud fino all’inizio di via dei Calzaiuoli.
All’inizio del lato Ovest di questa strada, ad angolo retto con piazza del Duomo, è situata la Loggia del Bigallo.
L’interno della Loggia non è accessibile; tuttavia, saliti tre gradini si possono toccare le pareti caratterizzate da ornamenti marmorei in rilievo ed anche i cancelli in ferro battuto finemente lavorati.
Si prosegue per via Calzaiuoli sul lato Ovest: dopo una ventina di metri si attraversa il vicolo degli Adimari, poco dopo via de’ Tosinghi ed infine si raggiunge l’incrocio con via degli Speziali.
Si gira verso Ovest e si percorre la breve via degli Speziali. Circa a metà di questa strada si attraversa via de’ Medici e si ritorna così in piazza della Repubblica, al centro del lato Est.
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Procedendo sul marciapiede precedentemente descritto, si giunge al lato Sud della Cattedrale.
Nei pressi del raccordo della navata destra con il transetto si trova l’ingresso per persone su sedia a ruote.
Purtroppo, errori nella realizzazione della rampa (simili a quelli gia descritti a proposito del Museo dell’Opera del Duomo) rendono di fatto inaccessibile la Cattedrale senza accompagnatore.
L’interno della Cattedrale è fruibile in
autonomia. La cripta di Santa Reparata non è accessibile.
Per giungere alla scalinata di accesso al sagrato della Cattedrale occorre
superare un gradino di qualche centimetro.
Opportunità di sosta per veicoli muniti di contrassegno in piazza del Duomo, dietro l’abside.
Il campanile di Giotto non è accessibile in autonomia.
Giunti alla Loggia del Bigallo si imbocca via dei Calzaiuoli,
sempre in zona pedonale.
Si può procedere al centro della strada o sul marciapiede lato Ovest
(destro). La strada è in leggera salita e la pavimentazione lapidea
piuttosto sconnessa.
All’angolo con via degli Speziali, la finitura riga-ta della pavimentazione, produce fastidiose vibrazioni.
Attraversata via Roma si ritorna in Piazza della Repubblica.