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Vivere Firenze

itinerario 2.2 : verso Santa Maria Novella


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ITINERARIO 2




scheda sintetica


giudizio relativo al livello di fruibilità

C2 con assistenza

D5 con difficoltà anche con accompagnatore


dettaglio relativo all' orientamento

Dall'incrocio tra via dé Panzani e via del Giglio a piazza Santa Maria Novella il percorso ha la forma di una 'U'.


dettaglio cartografico

percorso del tratto 2
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DESCRIZIONE STORICO-ARTISTICA


Verso Santa Maria Novella

Se si opta per la deviazione, si deve procedere a diritto fino a giungere in piazza dell'Unità Italiana così denominata nel 1882 ( a seguito della consegiuta unità politica del Paese nel 1860), in concomitanza dello scoprimento dell'obelisco, eseguito su disegno dell'ingegner Giovanni Pini, dedicato alla memoria dei caduti per la Patria. La stele non piacque ai fiorentini che la definirono subito "la voglia dell'obelisco". A titolo di cronaca è da citare che durante il periodo napoleonico, dal 1799 al 1814, in questa piazza al posto dell'obelisco, vi era il palco della ghigliottina, detta la "vedova".

stazione di santa maria novella

A sinistra, all'angolo con via Sant'Antonino, un elegante tabernacolo con timpano spezzato e trigramma IHS sul sole raggiante, mostra all'interno la Madonna col Bambino, opera quattrocentesca di Andrea della Robbia.Di fronte a piazza dell’Unità si apre lo spazio con la stazione ferroviaria di S. M. Novella, opera degli anni Trenta, concretamente aderente allo spirito moderno ed inserita nell’antico contesto cittadino senza troppo alterarlo.

Da piazza dell’Unità Italiana girando a sinistra, si raggiunge via degli Avelli (toponimo derivato dalle arche sepolcrali disposte lungo la via). Percorsa tale breve strada che delimita il cimitero delle antiche famiglie fiorentine, ci immettiamo nella grande rettangolare piazza di Santa Maria Novella, che nel Trecento fu denominata piazza “Nuova” di Santa Maria Novella, per distinguerla dall’altra attigua, detta “Vecchia”, oggi piazza dell’Unità Italiana. Il nome ebbe origine dalla nuova, omonima e bellissima chiesa che prospetta sul grande spazio, delimitato dalla parte opposta dall’ospedale di San Paolo dei Convalescenti, successivamente abbellito con l’imponente portico progettato dal Brunelleschi. La struttura, fondata all’inizio del XIII secolo come ricovero di pellegrini, alla metà del Trecento fu adibita a vero e proprio ospedale per curare i “poveri infermi febbricitanti” ed alla fine del Cinquecento venne destinata ad ospitare la convalescenza degli infermi, di entrambi i sessi, curati negli ospedali fiorentini e quindi dimessi per fine della malattia ma ancora non del tutto ristabiliti. L’iniziativa fu del granduca Ferdinando I de’ Medici, il quale nel 1592 “con splendida largità, a spese del suo Regio Erario, doviziosamente lo fornì di letti, masserizie e di tutt’altro, che si abbisognasse per il maggiore comodo dei Poveri Convalescenti”.

L’ospedale fu dotato di ben 120 letti corredati di tutto il necessario, disposti in corsie separate destinate agli uomini e alle donne, con un soleggiato giardino (contornato da alti portici le cui colonne sono sormontate da bellissimi capitelli del Michelozzo), dove i ricoverati potevano passeggiare o godervi il riposo all’aria aperta. Quando i degenti avevano riacquistato le forze e quindi venivano dimessi, era uso consegnare loro una provvista di cibo necessaria per una corretta alimentazione durante i primi giorni del loro rientro a casa. Lo Spedale dei Convalescenti venne soppresso il 2 marzo del 1780 dal granduca lorenese Pietro Leopoldo.

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Piazza Santa Maria Novella

il frontone di santa maria novella

Sulla piazza di Santa Maria Novella, nel 1563, fu corso per la prima volta il Palio dei Cocchi. L’avvincente corsa ippica, voluta da Cosimo I de’ Medici, era organizzata il 23 giugno d’ogni anno alla vigilia della festività di San Giovanni Battista, patrono della città. Partecipavano quattro cocchi di colore diverso, trainati da pariglie di cavalli che percorrevano al galoppo tre giri ellittici della piazza, intorno a due affusolate piramidi di legno appositamente allestite.

Poiché questo palio rimase in uso per tre secoli, nel 1608 Ferdinando I de’ Medici fece sostituire queste precarie guglie in legname, con altre due di marmo mischio di Seravezza (tutt’oggi esistenti) poggianti su quattro tartarughe di bronzo eseguite dal Giambologna. Fra le piramidi veniva teso un canapo affinché i cocchi non potessero tagliare il percorso della pista. Al suono delle trombe, un araldo annunziava ufficialmente la “mossa”, data con maestosità, dallo stesso granduca. Quindi i cavalli partivano di gran carriera ed al termine dei tre giri, il vincitore veniva premiato con un palio di velluto cremisi. Il tradizionale Palio dei Cocchi venne interrotto nel 1858.

La grande chiesa monumentale di Santa Maria Novella, di stile gotico ingentilito alla maniera toscana, fu costruita soprattutto grazie alla volontà ed all’ingegno architettonico dei frati domenicani. Ebbe inizio con la benedizione della prima pietra il 18 ottobre del 1279, nel posto di un’altra assai più piccola del X secolo (per cui il nome di “Novella” in confronto con l’antichità dell’altra), su disegno di fra’ Sisto da Firenze e fra’ Ristoro da Campi. Venne portata a termine nel 1360 da fra Jacopo Talenti da Nipozzano (che costruì anche l’attiguo Chiostro Verde del convento) con l’agile campanile dall’aguzza cuspide. Fu però consacrata solo nel 1420, precisamente il 1° di settembre, dal papa Martino V. Di sobria eleganza pre-rinascimentale, la basilica fu affettuosamente chiamata dal grande Michelangelo “la mia sposa” a testimonianza della sua grande simpatia per questa “novella” chiesa.

La parte inferiore della facciata presenta tre portali di stile gotico in marmi bianchi e verdi, mentre quella superiore, costruita tra il 1458 e il 1470 da Leon Battista Alberti su commissione di fra Paolo Rucellai ed a spese della sua nobile famiglia, se pur rinascimentale risulta perfettamente armonizzata con la parte inferiore, grazie soprattutto alle belle volute laterali che raccordano abilmente i due ordini. La chiesa venne ristrutturata poi nel 1565 per mano di Giorgio Vasari che le diede l’aspetto tutt’oggi conservato e strettamente legato al convento, in parte adesso adibito a museo.

sfera armillare

Nella lunetta del portale centrale la Processione del Corpus Domini opera di Ulisse Ciocchi dipinta nel 1616. da un altro frate domenicano, Ignazio Danti, nel 1572 furono collocati due strumenti astronomici: a sinistra una sfera armillare in bronzo, a destra uno gnomone, ossia orologio solare. In alto, a coronamento del marmoreo prospetto in marmi bianchi e verdi, il timpano con al centro un grande sole raggiante. In basso e di lato alla facciata, si aprono le nicchie per gli avelli di famose famiglie fiorentine che ambivano essere qui sepolte. È interessante il basamento della facciata che ingloba una sorta di canaletta di gronda di pietra in leggera pendenza, probabilmente prevista allo scopo di intercettare l’acqua piovana che dilava sulla facciata per limitare gli effetti del degrado idrico sulle parti sottostanti.

L’interno, ampio e maestoso, è costruito a croce latina con tre navate voltate a crociera e custodisce opere d’arte di valore inestimabile. Attiguo alla chiesa è il Chiostro Verde che prende il nome dal colore della “terra verde” largamente impiegata per dipingere gli affreschi che l’adornano. Dal Chiostro Verde si accede al Cappellone degli Spagnoli, già sala capitolare del convento domenicano che assunse questo nome nel 1592 quando Eleonora da Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici, riservò la grande struttura a luogo di culto del personale iberico al suo seguito.

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INFORMAZIONI INTEGRATIVE ORIENTAMENTO


Verso Santa Maria Novella

C2 S2 C7 S1

Si attraversa via del Giglio verso Nord. L’attraversamento è regolato da un semaforo non sonoro.
A circa 100 metri dall’incrocio con via del Giglio, sul lato Ovest di via de’ Panzani, c’è una farmacia. Lungo via de’ Panzani si trovano vari luoghi di ristoro, alberghi e negozi di abbigliamento.

Proseguendo si arriva in piazza dell’Unità Italiana. Alla fine di questo tratto, lungo circa 150 metri, si consiglia di camminare vicino al muro perché, al centro del marciapiede, senza nessuna protezione o segnalazione, è posto l’accesso al sottopassaggio pedonale che porta dritto alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella.

Raggiunto l’angolo che segna la fine di via de’ Panzani si svolta ad Ovest e si prosegue per pochi passi finché il ciglio del marciapiede indica lo scorrimento perpendicolare di una piccola strada: si tratta di via degli Avelli.
L’attraversamento di via degli Avelli non presenta difficoltà, ma non ci sono strisce pedonali. In alternativa, a circa 75 metri in direzione Sud, c’è anche l’attraversamento pedonale segnalato. Seguita la prima opzione, si può compiere una piccola deviazione per giungere ad un Ufficio di informazioni turistiche del Comune. In questo caso, si segue il marciapiede che gira proprio dietro l’abside della basilica di Santa Maria Novella, conducendo il nostro cammino verso Ovest.

Dopo circa 100 metri dall’attraversamento, tenendo sul lato sinistro una fila di bancarelle di articoli di abbigliamento e di souvenir, si incontra l’ufficio informazioni. Quando si è nei pressi, per individuare con precisione l’ingresso, è necessario chiedere indicazioni ai passanti.

Per raggiungere, invece, piazza di Santa Maria Novella (e il sagrato della basilica omonima), si percorre via degli Avelli verso Sud camminando per poco più di 70 metri. Rispetto alla nostra direzione, il sagrato si estende sul lato Ovest rialzato di alcuni gradini.
Se, viceversa, si è seguito la seconda opzione (cioè se si è attraversata la strada in corrispondenza delle strisce pedonali), per raggiungere il sagrato della basilica è sufficiente attraversare via degli Avelli verso Ovest.

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Piazza Santa Maria Novella

S7 S6

Nell’ampia piazza di Santa Maria Novella lo spazio pedonale, con aiuole e panchine, è contornato da una strada carrabile; al centro dello spazio pedonale, inserita nell’aiuola più grande, si innalza una fontana monumentale con zampillo.

La basilica di Santa Maria Novella con la sua luminosa facciata è esposta a Sud.
Lungo la facciata, a un metro e mezzo di altezza dal piano del sagrato, si possono toccare gli stemmi in rilievo, in marmo bianco di Carrara, delle antiche famiglie fiorentine. Se si opta per la deviazione, si deve procedere a diritto fino a giungere in piazza dell’Unità Italiana così denominata nel 1882 (a seguito della conseguita unità politica del Paese nel 1860), in concomitanza dello scoprimento dell’obelisco, eseguito su disegno dell’ingegner Giovanni Pini, dedicato alla memoria dei caduti per la Patria. La stele non piacque ai fiorentini che la definirono subito “la voglia dell’obelisco”.

A titolo di cronaca è da citare che durante il periodo napoleonico, dal 1799 al 1814, in questa piazza al posto dell’obelisco, vi era il palco della ghigliottina, detta la “vedova”. A sinistra, all’angolo con via Sant’Antonino, un elegante tabernacolo con timpano spezzato e trigramma IHS sul sole raggiante, mostra all’interno la Madonna col Bambino, opera quattrocentesca di Andrea della Robbia.

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INFORMAZIONI INTEGRATIVE SULLA FRUIBILITA'


Verso Santa Maria Novella

D5 D8 S1 D5

Attraversata via del Giglio con qualche difficoltà per le condizioni del manto stradale e per la presenza di tombini in ghisa in corrispondenza di entrambi gli scivoli, si procede confortevolmente lungo via de’ Panzani fino a giungere in piazza dell’Unità Italiana.
Per le difficoltà che si presentano nel raggiungere piazza di Santa Maria Novella da questo lato del marciapiede (assenza dello scivolo in corrispondenza dell’attraversamento pedonale), è necessario attraversare via degli Avelli, quindi, proseguire la marcia sul marciapiede opposto (lato ovest).

Le strisce pedonali sono ubicate proprio alla fine dell’isola pedonale. A breve distanza dall’attraversamento, costeggiando l’abside della basilica di Santa Maria Novella su una pavimentazione piuttosto sconnessa, si trova un Ufficio di informazioni turistiche, accessibile, con qualche difficoltà, mediante una piattaforma elevatrice.

L’Ufficio è aperto i giorni feriali (con orario 8,30-19,30) e i giorni festivi (con orario 8,30-14,00).

Volendo raggiungere piazza di Santa Maria Novella si procede, invece, lungo lo stretto marciapiede di via degli Avelli. La pavimentazione presenta rilevanti sconnessioni, mancanze di elementi costituenti ed una eccessiva pendenza laterale. Il superamento di queste difficoltà appare molto problematico anche in presenza di accompagnatore.

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Piazza Santa Maria Novella

S4 D8 S5

Giunti in piazza di Santa Maria Novella si può accedere, mediante una comoda rampa, al sagrato della chiesa che presenta una pavimentazione lapidea piuttosto sconnessa.

La basilica di Santa Maria Novella è accessibile, con una certa difficoltà, mediante un articolato sistema di rampe che si sviluppa nel Chiostro Verde e che conduce all’ingresso della navata destra.

Opportunità di sosta per veicoli muniti di contrassegno in piazza Santa Maria Novella.

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