in autonomia
accompagnatore
consigliato
Da piazza della Repubblica a piazza degli Antinori il percorso ha la forma di una 'L' con il giro di 90° in senso orario tra via degli Strozzi e via dé Tornabuoni. Da via dé Rondinelli a via del Giglio, il percorso ha la forma di una 'L' con il giro di 90° in senso antiorario tra via dé Rondinelli e via dé Panzani.

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pagina Dalla Colonna dell’Abbondanza nella centralissima piazza della Repubblica, che rappresenta l’antico “umbilicus” del castrum romano, ha inizio l’odierna passeggiata. Si percorre a ritroso per pochi metri la piazza e, attraverso il grande arco dei portici sul quale campeggia tuttora una vistosa lastra di marmo con l’altisonante epigrafe in cui si legge:
"L’ANTICO CENTRO DELLA CITTÀ DA SECOLARE SQUALLORE A VITA NUOVA RESTITUITO"
si accede nell’elegante via degli Strozzi, allargata e rettificata alla fine dell’Ottocento dove, sul cantonale di via de’ Vecchietti, troviamo il Diavolino del Giambologna. Questo pregevole bronzetto reggistendardo di arredo urbano, fu ordinato da Bernardo Vecchietti al Giambologna per ricordare un fatto che nel Medioevo ebbe del miracoloso.
Era l’anno 1245 quando in piazza del Mercato Vecchio (oggi della Repubblica) durante una predica di San Pietro Martire contro gli eretici, per spaventare e disperdere l’enorme folla degli attenti uditori, apparve Satana sotto le sembianze di un cavallo nero imbizzarrito. Il domenicano, grande precursore del Savonarola, resosi immediatamente conto del pericolo che l’impazzata corsa dello spirito del male poteva arrecare agli astanti, alzò la mano e fece un largo segno della croce di fronte al cavallo che si fermò all’istante proprio sulla cantonata del palazzo Vecchietti, per poi svanire nel nulla così com’era apparso, lasciandosi però dietro un violento e cattivo odore di zolfo.
San Pietro Martire è l’unico personaggio religioso della storia fiorentina che ebbe l’onore di essere rappresentato in due sculture su colonne in piazze cittadine, come quella della Croce al Trebbio e di Santa Felicita, nonché sulla facciata della Loggia del Bigallo, proprio di fronte al Battistero, dove lo si vede nel miracolo descritto, nell’atto di benedire il popolo fiorentino e fermare il cavallo nero in piena corsa.
Poco più avanti, dalla parte opposta della strada, merita sostare
in piazza degli Strozzi, in antico denominata piazza delle Cipolle perché
vi si svolgeva il mercato degli ortaggi.
Tale
slargo prese nome dal palazzo
di questa famiglia che Filippo di Matteo Strozzi fece erigere a Benedetto
da Maiano e Simone del Pollaiuolo detto il ‘Cronaca’, tra il
1489 ed il 1504. L’elegante costruzione, fra le più belle del
Rinascimento italiano, si presenta su tre piani, in grandi bugne di pietra
che lo rendono saldo come una fortezza, con finestre a terreno e bifore
ad arco nei due ordini superiori: il sobrio cortile con portico a colonne
lo si deve al ‘Cronaca’, mentre le bellissime lanterne
in ferro battuto collocate il 16 novembre del 1500 sugli angoli esterni
del palazzo, furono opera dell’onestissimo ma caparbio fabbro Niccolò
Grosso detto il ‘Caparra’. Il soprannome gli derivò dal
fatto che egli non iniziava mai nessun lavoro se prima non riceveva una
“caparra”, qualunque fosse la condizione sociale dei suoi clienti.
Da sottolineare, sempre del ‘Cronaca’, il bellissimo cornicione
sottotetto del palazzo, purtroppo incompiuto, con elementi floreali uno
diverso dall’altro, che presenta un aggetto sulla piazza di ben due
metri e mezzo. A proposito di lanterne, è da segnalare anche quella
pubblicitaria raffigurante un grifone, posta dirimpetto sul cantonale con
via de’ Pescioni, fusa nel 1926 presso la fonderia
fiorentina dei Fratelli Biondi.
Attraversata via de’ Pescioni, sempre a destra, si trova Palazzo Corsi rimaneggiato nel 1864 a causa dei lavori di allargamento della strada. In tale frangente la bella Loggetta del Cigoli che impreziosiva la cantonata del palazzo su via de’ Tornabuoni venne smontata e rimontata in piazza degli Antinori. Nel palazzo, alla fine del Cinquecento, nacque il melodramma italiano con la prima rappresentazione de La favola di Dafne, su libretto di Ottavio Rinuccini; dal 1918 è sede di una nota banca.
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Si prosegue quindi a diritto per raggiungere la famosa ed elegante via de’ Tornabuoni dalle lussuose vetrine fra le più guardate, dove proprio di fronte, sul canto mozzo tra via della Vigna Nuova e via della Spada si può notare il bel tabernacolo secentesco a baldacchino in pietra serena che si trova proprio sullo sprone di via de’ Tornabuoni.
L’edicola, composta da stili ed elementi architettonici diversi, vede una larga cornice ad arco ribassato poggiante su due lesene che si alzano da terra, sormontata da una grande conchiglia sotto la quale, fra due festoni, si trova una testina di Cherubino . Nella parte centrale della nicchia sottostante aggetta un puttino, seduto sul timpano di una tenda il cui panneggio è sollevato ai lati da due angioletti, che consente appena la visione interna del bassorilievo riproducente la Madonna, dispensatrice di grazie, col Bambino. Sotto, l’iscrizione: MARIA MATER GRATIAE.
Procedendo a destra, ci spostiamo adesso in piazza degli Antinori, dal nome della famiglia che qui ebbe il proprio severo palazzo che si presenta nelle sue forme originali quattrocentesche secondo lo stile di Giuliano da Maiano. Sulla facciata a bugne lisce si aprono due piani di finestre con al centro lo stemma nobiliare della casata (il capo losangato d’azzurro in campo oro); al piano terreno una graziosa cantinetta-enoteca mostra una vasta campionatura dei prodotti vinicoli della famiglia. Antistante al palazzo la chiesa di San Gaetano, raro esempio di barocco religioso fiorentino che si erge sopra un’ampia e riposante scalinata.
Nella parte alta della secentesca facciata in pietra forte, opera di Gherardo Silvani, fra le sculture ornamentali, i cartigli ed i profili delle tre porte in marmo bianco di Carrara, domina lo stemma della famiglia Medici sormontato dalla corona granducale toscana. Tale ornamento speciale nella gerarchia nobiliare, venne istituito nel 1569 da papa Pio V appositamente per Cosimo I de’ Medici al quale fu conferito, col titolo di “Altezza Serenissima”. La nuova corona andava pertanto a frapporsi, nella scala dell’aristocrazia, fra il titolo di principe e quello di duca, mostrando per la prima volta al centro del lucente e prezioso cerchio gentilizio anziché il fiorone con la perla, il giglio fiorentino. L’aureo ornamento del capo dei granduchi era riccamente ornato con smeraldi, rubini e perle, da apparire un vero gioiello d’oreficeria che ostentava la magnificenza di casa Medici. Il raffinato diadema purtroppo sparì con l’occupazione napoleonica.
Sulla destra della chiesa di San Gaetano si trova l’accurata, classicheggiante loggetta del Cigoli, originariamente, come già accennato, posta sull’angolo di via de’ Tornabuoni con via degli Strozzi. Lodovico Cardi detto il Cigoli, pittore, scultore, architetto, fu uno degli ultimi artisti a rappresentare il Rinascimento. Continuando a diritto si entra in via de’ Rondinelli, che percorriamo fino ad incontrare via de’ Panzani, così chiamata per le case che qui avevano i Da Panzano, ramo dell’antica famiglia Firidolfi. Dopo aver compiuto un primo tratto di questa strada che conduce alla stazione, svoltando a sinistra all’altezza di via del Giglio, si ha l’opportunità di scegliere la deviazione per recarsi in piazza Santa Maria Novella, o continuare il percorso base.
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Si raggiunge il lato Nord di piazza della Repubblica.
Poiché su questo lato c’è una zona delimitata da file
di fioriere, tra il marciapiede e la piazza, in cui sono sistemati i tavolini
e le sedie di due caffè, per raggiungere l’angolo si consiglia
di camminare lungo le fioriere anziché sul marciapiede del lato Nord.
Si prende quindi posizione all’angolo Sud- Ovest dell’edificio
per cominciare il percorso in direzione Ovest .
Guardando verso Ovest, scorre davanti, perpendicolare, via de’ Brunelleschi:
si attraversa questa strada senza difficoltà anche se sono assenti
le strisce pedonali. Compiuto l’attraversamento, ci si trova sotto
i portici di piazza della Repubblica. A questo punto, occorre girare verso
Sud, fino all’incrocio con via degli Strozzi.
Sotto i portici, nei pressi della fine dell’attraversamento ci sono
un cinema con il bar, una libreria con un angolo di ristoro aperta fino
a tarda sera e, piu’ avanti verso sud, all’angolo con via degli
Strozzi c’è una farmacia.
Si percorre via degli Strozzi verso Ovest per circa 30 metri e, prima dell’incrocio con via de’ Vecchietti, si passa sull’altro lato della strada. L’attraversamento è segnalato. Continuando a camminare verso Ovest, dopo pochi passi si attraversa via de’ Sassetti e si prosegue per una ventina di metri: si arriva così fino all’angolo con piazza degli Strozzi.
Piazza degli Strozzi è una piazza rettangolare
di circa 700 metri quadri che si affaccia, con il lato Nord, su via degli
Strozzi.Sul lato Ovest della piazza è ubicato Palazzo Strozzi; su
questo lato si trova anche l’ingresso al palazzo.
L’entrata presenta un gradino e ai suoi lati, lungo la facciata si
trova una panca di pietra incastonata nel bugnato. Avanzando per via degli
Strozzi si costeggia la facciata Nord del palazzo lungo la quale continua
la panca in pietra già descritta.
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Si arriva così all’incrocio con via de’ Tornabuoni.
All’angolo ci si sposta di due o tre passi verso Sud per attraversare
via de’ Tornabuoni in direzione Ovest. L’incrocio è regolato
da un semaforo non sonoro.
Effettuato l’attraversamento si gira verso Nord.
Procedendo si attraversano via della Vigna Nuova e via della Spada. Si tratta di un attraversamento in zona pedonale, protetto da una fila di dissuasori, costituiti da pali collegati da catene blande, posti lungo via de’ Tornabuoni, che ora scorre parallela alla nostra direzione. Essendo l’incrocio regolato dal semaforo l’attraversamento deve essere effettuato con il verde per evitare di incorrere nel traffico di servizio che da via degli Strozzi si immette in via della Vigna Nuova.
Seguendo lo schema del percorso, si percorre via de’ Tornabuoni verso
Nord sul lato Ovest della strada e, dopo un centinaio di metri, dopo aver
attraversato un vicolo molto stretto, via de’ Giacomini, ci si trova,
in piazza degli Antinori. Avanzando sempre in direzione Nord, dopo circa
40 metri si attraversa via degli Antinori e si è davanti alla facciata
di Palazzo Antinori.
Il marciapiede prospiciente il palazzo si restringe perché lì
poggiano i 4 gradini che portano all’ingresso del palazzo.
Ai lati di questa breve gradinata, lungo la facciata, è incastonata
una panca in pietra. Sul lato Est di piazza degli Antinori,
pressappoco di fronte alla via omonima, si trova la chiesa di San
Gaetano.
Per accedere al sagrato si salgono otto gradini. La facciata è
di pietra grezza e le porte sono affiancate da colonne rastremate. Si può
toccarle e sentire il rilievo dei canali. Per attraversare via de’
Tornabuoni si consiglia di chiedere assistenza in quanto non sono presenti
attraversamenti segnalati.
In via de’ Tornabuoni, si trovano vari negozi di alta moda. È
presente anche una galleria che passa sotto i palazzi, all’interno
dell’isolato, e sbuca in via delle Belle Donne, strada parallela a
via de’ Tornabuoni. Per localizzare l’ingresso della galleria
si possono calcolare circa 70 metri dall’incrocio con via della Spada.
Palazzo Antinori ospita al piano rialzato una cantinetta e un bar.
Mantenendo il lato Ovest della strada si procede verso Nord, si attraversa
via del Trebbio e si prosegue nella stessa direzione per via de’
Rondinelli. Alla fine di via de’ Rondinelli ci troviamo rivolti
verso Nord, all’incrocio di questa strada con via dei Banchi che scorre
verso Ovest e che, confluendo alla fine di via de’ Rondinelli, forma
con questa un angolo acuto.
Via de’ Panzani scorre perpendicolare anch’essa verso Ovest
, al di là di via dei Banchi, dalla quale è separata da un
ampio marciapiede.
Si svolta quindi verso Ovest, si percorre via dei Banchi per circa 15
metri e poi si attraversa questa strada verso Nord.
Raggiunto l’ampio marciapiede, si sentirà davanti un traffico
perpendicolare di solito molto intenso: si tratta di via de’
Panzani. Arrivati sull’ampio marciapiede di forma triangolare
che separa via dei Banchi da via de’ Panzani, si hanno quasi di fronte
dei telefoni pubblici a scheda applicati alla barriera che protegge il marciapiede
dalla strada. Si inizia a percorrere via de’ Panzani in direzione
Nord, si mantiene il lato Ovest della strada e si va avanti fino all’incrocio
successivo, quello con via del Giglio.
Qui il percorso base, che continua verso Est per via del Giglio attraversando via de’ Panzani, offre la possibilità di effettuare una deviazione per raggiungere altre mete: essa, infatti, ci porta ancora più a Nord per via de’ Panzani fino a piazza dell’Unità Italiana e poi verso Sud fino a Piazza Santa Maria Novella.
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Attraversata via de’ Brunelleschi si accede agevolmente al marciapiede
di via degli Strozzi. Il marciapiede presenta una pavimentazione
sconnessa con evidenti risalti di malta in corrispondenza dei giunti delle
lastre. Queste, si presentano piuttosto consunte. Si consiglia di attraversare
via degli Strozzi prima dell’incrocio con via de’ Vecchietti
per dirigersi verso il marciapiede di sinistra (lato sud).
L’attraversamento non presenta problemi: la sede stradale è
asfaltata e i marciapiedi sono ad essa ben raccordati.Anche l’attraversamento
di via de’ Sassetti non presenta particolari difficoltà ad
esclusione della contenuta contropendenza in corrispondenza del raccordo
tra sede stradale e rampette di raccordo.
Avanzando con difficoltà, a causa delle sconnessioni del piano di calpestio, si giunge in piazza degli Strozzi (in zona pedonale) attraverso una rampetta che presenta un leggero risalto. La pavimentazione lapidea di piazza degli Strozzi è molto sconnessa. È consigliata la presenza di un accompagnatore. La rampa di accesso a Palazzo Strozzi (in legno ricoperta di gomma antisdrucciolo) presenta una pendenza elevata.
L’edificio è stato recentemente dotato di due ascensori che
permettono di raggiungere il primo livello, dove sono ambientate le mostre.
La pavimentazione del percorso che dall’entrata porta alla biglietteria
e agli ascensori, in lastroni in pietra, è molto sconnessa.
Al piano primo, per ogni blocco di bagni (maschi, femmine), è presente
un servizio igienico per disabili. All’entrata, vi sono due rampette
in legno in successione di pendenza elevata. Anche fra il piano di sbarco
degli ascensori e il piano di calpestio dello spazio espositivo vi è
una ripida rampetta in legno. Per accedere a Palazzo Strozzi è necessario
un accompagnatore.
Opportunità di sosta per veicoli muniti di contrassegno in piazza
degli Strozzi. Riprendendo il percorso in via degli Strozzi,
oltre alla già rilevata presenza di sconnessioni sul piano di calpestio,
occorre misurarsi con un marciapiede più stretto.
La marcia su questo tratto di strada è molto faticosa anche con accompagnatore.
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Si accede in via de’ Tornabuoni senza difficoltà. Unico ostacolo, ma superabile, è rappresentato dal palo di un semaforo che restringe il marciapiede in prossimità dell’angolo dell’isolato. Raggiunto il marciapiede opposto si attraversano in autonomia via della Vigna Nuova e via della Spada.
La pavimentazione di via de’ Tornabuoni è piuttosto sconnessa
a causa del risalto dei giunti di malta provocato dalla consunzione delle
lastre lapidee. In corrispondenza dei passi carrai sono presenti delle leggere
pendenze laterali.
Le rampette di raccordo in corrispondenza dell’incrocio con via de’
Giacomini sono comode.
La presenza di un accompagnatore è consigliata. Opportunità
di sosta per veicoli muniti di contrassegno lungo alcuni tratti di via de’
Tornabuoni.
Attraversata senza particolari difficoltà la stretta via del Trebbio
ci si immette in via de’ Rondinelli. Il marciapiede
asfaltato, sebbene stretto, si percorre abbastanza bene. Gli unici problemi
sono rappresentati da irregolarità puntuali in corrispondenza di
tombini mal raccordati al piano di calpestio e da alcune imperfezioni del
manto di asfalto.
In corrispondenza dell’angolo dell’isolato tra via de’
Rondinelli e via dei Banchi il marciapiede presenta una accentuata pendenza
laterale e, dopo la svolta, si restringe alquanto rendendo difficoltosa
la mobilità autonoma. Il transito è reso ancora più
difficile dalla presenza, in corrispondenza della curva, di un tombino ribassato
rispetto al piano di calpestio che occupa una buona parte della superficie
del marciapiede e che può provocare - se non si è molto prudenti
o non si è accompagnati - la perdita del controllo della sedia a
ruote per improvviso calo di aderenza di una delle ruote posteriori.
Si rischia, in questo caso di deviare d’improvviso verso la sede stradale.
La pavimentazione di via dei Banchi in lastre di pietra serena con finitura rigata produce delle fastidiose vibrazioni. L’attraversamento di via dei Banchi è disagevole per la presenza di risalti di altezza eccessiva, di contropendenze in corrispondenza di entrambe le rampette di raccordo e a causa del manto stradale molto rimaneggiato (costituito parte da asfalto, parte da cubetti di porfido). Ulteriori problemi derivano dalla quasi costante presenza di motorini sulle strisce pedonali sul lato del marciapiede verso via de’ Panzani. Questa strada presenta la medesima pavimentazione in lastre di pietra serena già descritta che rende il cammino poco confortevole.