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Innumerevoli sono le varianti di questo gioco, giocato in
tutto il mondo. Patricia Evans ha scoperto, nel 1955, che bambini di San
Francisco ne praticavano 19 tipi diversi.
Un antico schema di " mondo " è sopravvissuto su un marciapiede del Foro
romano. In Italia si chiama Mondo o Campana,
nei paesi anglo-sassoni Hopscotch, in Francia
si chiama Marelles, in Germania
Tempelhupfen, in India Ekaria Dukaria.
E lo giocano bambini cinesi, russi, scandinavi
Nella versione più semplice il Mondo si gioca gettando la piastrella
nello spazio numerato 1, saltando col piede destro (mentre il sinistro
resta sollevato) nello spazio 8, saltando poi col sinistro nel 2, col
destro nel 7, senza mai toccare terra con tutti e due i piedi, finché
si arriva al " cielo " o " ca-sa ". Qui il giocatore può mettere a terra
tutti e due i piedi. Poi torna indietro, piede sinistro nella casella
5, piede destro nella casella 4 via via finché arriva alla casella 1.
Qui, fermo su un piede solo, recupera la piastrella e salta fuori dal
tracciato.
Se la piastrella cade su una linea, o se il giocatore nette il piede su
una linea, quel giocatore va fuori gioco e nel turno successivo dovrà
ricominciare da capo. Se un giocatore com-pleta il giro senza inconvenienti,
continua a giocare gettando la piastrella nella casella 2, facendo un
nuovo giro a saltelli come prima, e saltando alla fine fuori dallo schema:
poi continua fin-ché ha gettato la piastrella in ogni casella da 1 a 8
(tranne la " casa "), saltellando per tutte le case ogni volta. Quando
ha completato tutti i giri senza errori, chiude gli occhi e lancia la
piastrella verso la casa ". Se la piastrella cade dentro la " ca-sa "
senza toccare la riga, il giocatore rifà il giro dello schema ancora una
volta, a occhi chiusi, saltando nelle caselle i e 8 con tutti e due i
piedi, poi nelle caselle 2 e 7 e così via fino alla " casa " e ritorno.
Se riesce a completare anche questo giro senza toccare alcuna riga, e
raccogliere la propria piastrella nella " casa " e finalmente ne salta
fuori alla fine, ha vinto la partita. Poi il gioco ricomincia.
Variante n. I. Il primo giocatore getta la piastrella nella casella
1, salta a gambe divaricate con un piede nella casella i e con l’altro
nella 2, poi salta con un piede solo nella casella 3, e continua saltando
alternatamente con due piedi e con uno solo finché arriva nella casella
12, quindi si gira e torna saltando allo stesso modo. Se riesce a completare
questo primo
giro senza toccare nessuna riga, tira la piastrella nella casella 2, salta
ancora come prima attraverso tutto lo schema, riprendendo la piastrella
nel viaggio di ritorno, quando raggiunge la casella dove l’aveva gettata,
e così via finché avrà gettato la piastrella in tutte le caselle numerate.
Vince chi completa senza errori l’intera serie di lanci e salti. Il giocatore
il cui piede o la cui piastrella toccano una riga qualsiasi, perde il
turno.
Variante n. 2. I cinque schemi dell’illustrazione mostrano vari
tipi di Mondo usati da bambini di ieri e di oggi, con o senza numeri,
giocati saltando con un piede solo o con tutti e due, o alternando salti
su un piede solo e su due piedi. Le regole sono più o meno le stesse descritte
più sopra.
Variante n. 3. Un’antica versione inglese del Mondo richiede
che ogni giocatore lanci la piastrella di casella in casella intanto che
vi salta dentro, cominciando dalla casella 1, saltando su un piede solo
fino alla casella 12 e ritornando alla casella 1, quindi saltando fuori.
Finito questo giro ne comincia un altro portando la piastrella sul dorso
della mano, poi sulla fronte, poi appoggiata sulle reni, poi sulla spalla
destra e infine sulla spalla sinistra. Se durante il primo giro il giocatore
lancia la piastrella sopra una riga, o se nei giri successivi la fa cadere,
o se mette un piede su una riga, va fuori gioco e deve attendere il turno
successivo.
[da: Arnold Arnold, I giochi dei bambini. Milano:
Mondadori, 1980]
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