Tabula Cortonensis
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Firenze, Museo Archeologico Nazionale, via della Colonna, 25 maggio - 20 agosto 2000 Cortona, Palazzo Casali, 25 agosto - 10 settembre 2000
Progetto scientifico: Antonella Romualdi Testi a cura di: Luciano Agostiniani, Francesco Nicosia, Paola Zamarchi Grassi Indagini radiografiche: Roberto Pecchioli Comunicazione a cura della Soprintendenza Archeologica della Toscana: fotografie, laboratorio fotografico (Roberto Magazzini, Luigi Miccinesi); disegni, Piero Berzi; CD Rom, Laboratorio multimediale (Simone Bellucci con la collaborazione di Giorgio Castellini, Massimiliano Mollica, Tommaso Zoppi)
Organizzazione generale a cura di: METIS S.n.c., di Elisabetta Setari (Potenza) , MONTENOVI S.r.l. (Roma), Arch. Ivano Martino
Grafica: Cristina Casamirra
La Soprintendenza Archeologica della Toscana e il comune di Cortona presentano uno dei più importanti ritrovamenti epigrafici del secolo, una lastra di bronzo iscritta su entrambi i lati, rinvenuta casualmente in uno sbancamento sulle pendici della collina di Cortona e consegnata alla Soprintendenza Archeologica nel 1992. Con le sue 40 righe di testo che, a quanto risulta, è stato redatto da due scriba diversi, la Tabula Cortonensis costituisce infatti il terzo testo etrusco per lunghezza, dopo la Mummia di Zagabria e la Tavola di Capua. Grande è stata l’attesa all’annuncio prima e alla presentazione poi dell’edizione scientifica del reperto, a cura del Dott. Francesco Nicosia (all’epoca del rinvenimento soprintendente Archeologo della Toscana e attualmente Ispettore Centrale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e del Prof. Luciano Agostiniani (Docente di Glottologia presso l’Università di Perugia); questa però è la prima volta in cui la Tabula è visibile ad un vasto pubblico, di studiosi e non. L’importanza del manufatto è tale che da parte del Ministero si è deciso di presentarlo in ben tre sedi: la prima, presso la ex Chiesa di S. Marta, in Piazza del collegio Romano , a Roma, alla presenza del Ministro (dal 15 al 19 maggio); la seconda, presso il Museo Archeologico di Firenze, dove è attualmente custodita (dal 25 maggio fino al 20 agosto), con ingresso gratuito, negli orari di apertura del museo; infine la terza a Cortona, presso Palazzo Casali (dal 25 agosto - inaugurazione alle ore 18.00 - con apertura aò pubblico dal 26 agosto al 10 settembre) e ritornerà definitivamente, nel quadro del nuovo sistema espositivo in allestimento, dopo essere stata visibile anche nella grande mostra sugli etruschi di Palazzo Grassi, alla fine dell’anno. L’esposizione della Tabula sarà corredata da 11 pannelli descrittivi, esplicativi sia del contesto archeologico del territorio cortonese, sia del commento specifico al testo stesso, corredati anche da un CD-ROM realizzato per l’occasione. Il progetto scientifico, elaborato dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana, è stato realizzato da alcune società private, la Ditta Montenovi S.r.l. di Roma e la Società Metis S.n.c. di Potenza; la prima ha anche offerto la sponsorizzazione, in collaborazione con il Comune di Cortona, la Provincia, l’A.P.T. di Arezzo e la manifestazione della Mostra Mercato Nazionale del Mobile Antico, una delle esposizioni antiquarie più antiche d’Italia (seconda solo alla Biennale di Firenze), ospitata nel settecentesco Palazzo Vagnotti di Cortona, nello stesso periodo della esposizione cortonese della Tabula, che spesso ha ospitato, nel corso degli anni, mostre collaterali di archeologia, d’arte, scientifiche etc.
Uffico stampa: Elisabetta Setari (Metis S.n.c.), presso la segreteria della Soprintendenza Archeologica |
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Presentazione
A breve distanza di tempo dalla sua edizione scientifica, a cura di L. Agostiniani e F. Nicosia, la Soprintendenza Archeologica della Toscana è lieta di presentare anche al grande pubblico uno dei più importanti ritrovamenti epigrafici del secolo che si sta concludendo: quella Tabula Cortonensis -una lastra di bronzo iscritta su entrambi i lati, rinvenuta casualmente in uno sbancamento sulle pendici della collina di Cortona e consegnata alla Soprintendenza Archeologica nel 1992- che si inserisce di diritto ai primissimi posti nella non certo ampia lista di testi etruschi di una qualche lunghezza e che dunque promette di far avanzare le nostre conoscenze attorno al patrimonio lessicale e alla struttura di una lingua che ci si offre, come ben si sa, con una base di indagine ancora estremamente circoscritta. La Tabula sarà ospitata, dopo quella romana, in altre due sedi espositive, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, dove è attualmente custodita, e, in coincidenza con l'apertura della Mostra Mercato Nazionale del Mobile Antico, a Cortona, città destinata ad ospitarla stabilmente nel quadro del proprio sistema espositivo in via di completamento, alla conclusione della grande esposizione dedicata agli Etruschi, prevista per la fine di quest’anno a Venezia, in Palazzo Grassi. -Angelo Bottini
Le dimensioni della lastra sono di circa 30 x 46 centimetri, che corrispondono grosso modo -se calcolate secondo l'antica unità di misura lineare- a 1 piede x 1,5. L'iscrizione è opistografa, riempie cioè tutta una faccia, con 32 righe di scrittura (recto), e prosegue sull'altra faccia (verso) con 8 righe, e rivela una incisione molto accurata e profonda delle lettere; l'alfabeto è quello usato tra la fine del III e il II sec. a.C. nella zona di Cortona. Si riconoscono facilmente due mani: uno scriba principale ha inciso le prime 32 righe del recto e tutto il verso; a uno scriba secondario si devono le ultime 6 righe del recto. Si tratta di un documento a carattere giuridico, probabilmente una transazione relativa a certi terreni, tra cui una vinac (‘vigna’), che vengono venduti o affittati. Sono più volte nominati un tal Petru Scevas (con la moglie Arntlei) e alcuni membri della famiglia gentilizia dei Cusu di Cortona; una lista di ben quindici persone che compare nel recto sembra essere quella di testimoni o garanti della regolarità della transazione. Costituita com'è da 40 righe e 206 parole, la Tabula si presenta dunque come il terzo dei testi etruschi per lunghezza, dopo quello della ‘Mummia di Zagabria’ e quello della ‘Tavola di Capua’. -Luciano Agostiniani |