Presentazione della Rete Ukbit: i progetti della Rete
Maura Tedici
Responsabile Ser.t di Empoli
L'esperienza che descriverò traccia le linee di un percorso, iniziato
nel 1995, e che realtà del pubblico e del privato sociale hanno sviluppato
nell'arco di 4 anni nei contesti di consumo delle cosiddette nuove droghe.
Tale percorso inizia in modo parallelo con due progetti di ricerca ed intervento.
o il Progetto Dance che vede coinvolti Comune di Firenze (Ufficio Prevenzione
Dipendenze ed AIDS), Dipartimento delle Dipendenze A.S.L. l0 e CAT
o il Progetto "Liquidiamoci dall'ecstasy", realizzato dal Dipartimento
delle Dipendenze A.S.L. 11, Comune di Vinci e CAT.
Entrambi i progetti hanno realizzato un lavoro di esplorazione - conoscenza
delle dimensioni culturali ed organizzative che caratterizzano il mondo delle
discoteche e una rilevazione relativa al consumo di ecstasy e delle sostanze
stupefacenti ad esso associate.
I risultati dell'osservazione partecipante e delle ricerche epidemiologiche
svolte hanno consentito di approfondire la conoscenza del fenomeno e di calibrare
le azioni di prevenzione dell'abuso di droghe sulle caratteristiche specifiche
degli ambienti e delle fasce di popolazione maggiormente a rischio.
In base alla condivisione di tali conoscenze e premesse operative nasce nel
Giugno 1999 la Rete UKBIT, promossa dal Comune di Firenze, il Comune di Vinci,
la A.S.L. 10 e 11, la Cooperativa CAT di Firenze e la Cooperativa "Il ponte"
di Pontedera. Essa si propone di connettere operativamente le principali realtà
del pubblico e del privato sociale della Regione Toscana che si occupano di
interventi rivolti al target dei consumatori di sostanze di sintesi, ed intende
quindi rendere omogenei e coerenti nella metodologia e nei messaggi gli interventi
destinati a raggiungere una popolazione giovanile sempre più mobile sul
territorio.
Analizziamo quindi i due progetti della Rete UKBIT
Entrambi i progetti si sono sviluppati a partire da una prima fase di ricerca
esplorativa all'interno dei contesti aggregativi e ricreazionali della notte
per approfondire la conoscenza delle culture giovanili e dei cambiamenti degli
stili di consumo dovuti alla diffusione delle cosiddette nuove droghe (MIDMA),
sono state quindi condotte due indagini epidemiologiche sul consumo di ecstasy
tra i frequentatori delle discoteche rilevando le modalità e circostanze
di consumo, l'associazione con altre sostanze, la sintomatologia correlata e
la percezione dei rischi.
Gli elementi di conoscenza sul fenomeno emersi nella fase di ricerca hanno costituito
le linee guida per la realizzazione di interventi di prevenzione e riduzione
dei rischi realizzati nelle maggiori discoteche di tendenza dell'area fiorentina
ed Empoli.
Gli interventi sono stati attuati con l'ausilio di un camper collocato all'ingresso
dei locali, allestito con impianti video musicali per attrarre l'attenzione
dei giovani frequentatori. Il camper ha rappresentato sia uno spazio per la
realizzazione di interviste e la somministrazione dei questionari che un'occasione
di ascolto delle esperienze e talvolta delle richieste di aiuto dei frequentatori.
Sono stati utilizzati per la realizzazione degli interventi operatori con specifica
preparazione sulle culture giovanili e sulle problematiche connesse all'assunzione
di sostanze stupefacenti per poter proporre al target il messaggio preventivo
in maniera efficace e offrire un aiuto competente in situazioni di emergenza.
Sono state attuate sia all'esterno che all'interno delle discoteche attività
di informazione e consulenza informale ai frequentatori della discoteca sui
rischi correlati al consumo e all'abuso delle sostanze più diffuse; distribuzione
gratuita di bevande analcoliche per la prevenzione del colpo di calore; azioni
di promozione della sicurezza dei comportamenti notturni con particolare attenzione
alla prevenzione degli incidenti stradali.
Collaborazione con lo staff dei locali nella gestione delle emergenze legate
all'abuso di sostanze. Parallelamente sono stati avviati rapporti di collaborazione
con i gestori delle discoteche per il miglioramento della sicurezza dei locali,
tale collaborazione ha permesso di realizzare un'importante esperienza di formazione
e sensibilizzazione per lo staff della discoteca Jaiss di Sovigliana sulla prevenzione
e riduzione dei rischi connessi all'uso di sostanze di sintesi e sulle strategie
di sicurezza attuabili sia a livello strutturale che nei confronti dei frequentatori.
Dal Dicembre 1999 il progetto "Liquidiamoci dall'ecstasy", viene finanziato
per la durata di due anni dal fondo Nazionale lotta alla droga (L.45.99). Quindi
si presenta in modo più articolato del passato attingendo all'esperienza
maturata nel tempo. Per il progetto è stata individuata la suddivisione
in 3 distinti moduli di intervento in reciproca integrazione.
Per quanto riguarda la discoteca (moduloA) è stato pensato di sviluppare
il rapporto stabilito tra gli operatori presenti all'interno del locale ed i
frequentatori contattati, cercando di coinvolgerli in alcune attività
del progetto stesso (ad esempio) nella elaborazione e distribuzione del materiale
informativo.
La linea guida di questo intervento è quella di trasferire il ruolo degli
operatori da esclusivi detentori delle informazioni e degli strumenti sulla
riduzione dei rischi a facilitatori di processi di informazione tra pari.
Rispetto alla discoteca, inoltre, è stato deciso di mantenere i due spazi
esterno-interno, arricchendo quest'ultimo di un'area chill-out, adeguatamente
attrezzata e presenziata dagli operatori di strada.
La finalità del secondo modulo (B) è quella di fornire competenze
agli operatori dell'area socio sanitaria e di quella educativa scolastica del
territorio empolese.
Il terzo modulo (C), partendo da alcune riflessioni sulle difficoltà
di accesso ai servizi da parte di questa specifica tipologia di utenza, ha inteso
strutturare un servizio "intermedio" di ascolto e consulenza organizzando
un servizio collocato all'interno di una struttura dedicata ad attività
di aggregazione giovanile, fornita dal Comune di Vinci.
Dal Dicembre '99 il progetto "Dance" si è caratterizzato come
intervento di monitoraggio e riduzione dei rischi in tutti i contesti del loisir
notturno: eventi commerciali (discoteche - after hours), eventi non commerciali
(rave illegali, rave party) circuito dei festival musicali estivi (1999-2000
in atto).
Obiettivi:
1) Mappatura dei contesti notturni più rilevanti rispetto all'uso e
all'abuso di droghe di sintesi
2) Contatto e realizzazione di campagne informative mirate sui rischi connessi
all'uso di sostanze (legali ed illegali) con attenzione particolare alle sostanze
di sintesi
3) Realizzazione di azioni volte alla riduzione dei rischi e dei danni connessi
all'uso di sostanze di sintesi nei locali e nei contesti di ballo: distribuzione
di acqua o bibite analcoliche (prevenzione del colpo di calore)
4) Contatto e realizzazione di campagne informative mirate sui rischi connessi
alla diffusione del virus da 111V e delle MTS
5) Contatto e prima consulenza ai consumatori di droghe di sintesi
6) Promozione della visibilità di servizi in grado di accogliere domande
specifiche di questo tipo di consumatori
7) Promozione di connessioni operative finalizzate alla prevenzione tra i protagonisti
del "mondo della notte" (operatori e organizzatori di eventi, operatori
della comunicazione) e operatori dei servizi (Ser.T. e Enti locali)
8) Promozione di contatti finalizzati alla realizzazione di percorsi di formazione
per gli operatori dei locali da ballo
9) Monitoraggio del fenomeno "uso ed abuso" nuove droghe all'interno
dei circuiti dell'aggregazione giovanile diurna e notturna.
La Rete ha permesso poi l'elaborazione di nuovi interventi finanziati dal Fondo Nazionale per la lotta alla droga (L.45.99) per cui è previsto un lavoro integrato nelle seguenti aree:
o ricerche scientifiche e ricerche intervento
o comunicazione sociale
o modelli di aggancio e relazione nei confronti del target
o servizi di accoglienza e consulenza ai consumatori di sostanze di sintesi
o percorsi di informazione - formazione rivolti ad agenzie educative ed operatori
del mondo della notte
o realizzazione di linee guida sulla sicurezza dei locali da ballo
o costituzione di patti territoriali tra realtà del pubblico e del privato
sociale
o individuazione di indicatori di verifica per gli interventi
o progettazione di interventi integrati
Proprio in funzione dell'ultimo punto al fine di elaborare strategie operative
idonee, è nata l'esigenza di una formazione più approfondita ed
è stato strutturato un percorso formativo al quale hanno partecipato
operatori della Rete UKBIT fondato sul confronto tra diverse metodologie e sistemi
operativi adottati a livello Europeo. Lo scambio formativo, Novembre '99 a Edimburgo
do CREW 2000; Marzo 2000 a Brema c/o Eve & Rave ha offerto l'occasione di
sviluppare strategie relative alla sicurezza degli eventi "Dance"
e promuovere nuove ipotesi progettuali circa un raccordo a livello comunitario
delle conoscenze scientifiche e degli interventi di prevenzione e riduzione
dei rischi attivati.
Attualmente la Rete UKBIT vuole porsi anche come coordinatrice degli interventi
da attivare nel contesto dei circuiti estremi. La convinzione della necessità
ditale nuovo intervento scaturisce dall'analisi dei dati ricavati dall'attività
svolta nelle discoteche che evidenzia la necessità di implementare la
strategia della sicurezza sia sotto il profilo strutturale (misure di sicurezza
ambientale all'interno del locale) che sotto quello della cura della persona
(disponibilità acqua, servizi sanitari e psicologici per le emergenze).
Considerato che le tendenze attuali rispetto al consumo di sostanze tra le giovani
generazioni ne confermano un uso prevalentemente ricreazionale associato a contesti
di aggregazione di massa e connesso ad eventi musicali di particolare attrazione
come rave, after hours, festival rock, si configura la necessità di estendere
il campo di intervento dMle discoteche a tutte le altre occasioni sopradescritte.
Si è rilevata inoltre da parte degli organizzatori di eventi musicali
la richiesta di una formazione specifica riguardo alla gestione della sicurezza
soprattutto per quanto concerne il rapporto con gruppi di frequentatori particolarmente
problematici nel consumo di sostanze.
Rispetto alla attività della Rete UKBIT rivolta agli eventi musicali
va ribadito che la rete stessa attraverso gli interventi nelle discoteche, ha
osservato che molti frequentatori di questi contesti si sono attrezzati per
cercare altre occasioni ricreazionali caratterizzate, tra l'altro, dalla circolazione
di molte sostanze e quindi dalla possibilità di consumarle in relativa
libertà. In questo modo i "rave illegali" sono diventati una
meta anche per quella parte di giovani che si identificano, fino a pochi anni
fa, esclusivamente nel circuito più commerciale del mondo techno. I contesti
di attrazione per il loisir notturno e diurno si sono moltiplicati, si nota
la tendenza a ricercare e a sfruttare tutte le occasioni aggregative e ricreazionali
che possono fornire occasioni per esperienze forti, di attraversamento di limiti,
talvolta estremi per quanto riguarda il consumo di sostanze.
Rispetto ai "rave illegali" il modello proposto dalla Rete UKBIT prevede,
in leadership con altre realtà del CNND, la costruzione di una rete di
contatti con i vari gruppi organizzatori degli eventi, l'intervento di consulenza
per la riduzione dei rischi strutturali dei luoghi nei quali si tengono gli
eventi, interventi di informazione mirata rispetto alle sostanze usate nel contesto
e con la modalità che prevede il coinvolgimento diretto e partecipato
dei destinatari, distribuzione di acqua, interventi di primo soccorso con la
presenza di personale medico. Il circuito dei festival musicali estivi rappresenta
uno di questi contesti e appare decisamente significativo perché a lato
delle manifestazioni più ufficiali e di massa si creano delle aree "off
limits" che costituiscono occasione di aggregazione e di incontro tra gruppi
giovanili diversi e occasione per un esteso consumo di sostanze.
Alcuni degli obiettivi di questo nuovo intervento saranno i seguenti:
o sperimentare approcci innovativi su quei contesti di aggregazione giovanile
in cui risulta elevato il consumo di sostanze stupefacenti
o contattare un target difficilmente raggiungibile dai servizi perché
caratterizzato da particolari stili di vita e modelli di riferimento culturale:
mi riferisco a gruppi giovanili con modalità nomadi che frequentano assiduamente
il circuito dei festival rock, quello dei rave illegali e degli after hours,
e mostrano comportamenti marginali e devianti spesso legati ad un forte consumo
di sostanze illegali ed alcol
o offrire servizi di riduzione dei rischi connessi all'uso ed abuso di sostanze
illegali e alla gestione di situazioni di difficoltà derivate (bad trip,
collassi, ipertermia)
o aumentare i livelli di sicurezza strutturale
o realizzare un programma di ricerca sul fenomeno del nomadismo giovanile all'interno
dei contesti ricreazionali con particolare attenzione alle dimensioni di rischio
da abuso di sostanze.
In occasione di manifestazioni particolari come gli "after hours" l'équipe della Rete UKBIT ha sperimentato un modello di intervento che offre, oltre all'info - point e alla consulenza, l'appoggio ed il sostegno sanitario, con la presenza di un medico, per gli incidenti e le situazioni di malessere dovute ad abuso di sostanze.
Pagina a cura di Nicola Gambi
Data di verifica/aggiornamento: 19-04-2001