L'ingresso di utenti con lunga esperienza di psicostimolanti

Alessandro Checcucci
Centro di Solidarietà di Firenze

La presenza di filtri di selezione all'ingresso ha fatto sì che le comunità terapeutiche non siano mai state osservatori del tutto adeguati rispetto al consumo di droghe. Prima del 1993 i filtri erano una scelta dalle comunità stesse per esempio nel CSF la disponibilità della famiglia, la non assunzione di psicofarmaci, la motivazione al cambiamento. Dopo il 1993 una specie di filtro è la conseguenza del decreto 390/93 che attribuisce ai SerT della scelta del programma terapeutico e della struttura di recupero ove effettuarlo.
L'inadeguatezza aumenta nel caso delle cosiddette "nuove droghe" perché gli utenti che afferiscono alle Comunità sono già pesantemente coinvolti nel consumo, o addirittura nella dipendenza, e comunque lontani dal periodo della sperimentazione, tipico del consumo di queste sostanze. La maggior parte degli utenti, infatti, arriva alla comunità come eroinomane o come poliassuntore e soltanto in qualche caso come persona che ha fatto prevalentemente uso di psicostimolanti.
L'analisi dei flussi d'ingresso nel Centro di Solidarietà di Firenze mostra un progressivo invecchiamento della popolazione utente e soprattutto la sua chiara divisione in gruppi d'età.
Infatti, mentre nel primo decennio di vita del Centro le età si distribuivano quasi regolarmente attorno ad un massimo, tutt'al più con una coda verso le età più avanzate, nel 1999 si distinguono chiaramente tre massimi: 24-25 anni, 30-31 e 39-40.
Il gruppo dei più vecchi è formato da eroinomani, con una lunga storia di dipendenza, con numerosi tentativi di disintossicazione e/o di terapia, anche comunitaria. I tossicodipendenti più anziani hanno un vissuto doloroso, pieno di fallimenti e frustrazioni, spesso hanno alle spalle un'esperienza carceraria pesante, percepiscono chiaramente la loro condizione di "tossici", sentono pesare su di loro la disapprovazione sociale e cercano aiuto, anche se poi la dipendenza, il craving e le loro intrinseche difficoltà esistenziali, li porteranno molto spesso a nuovi abbandoni.
Il gruppo dei più giovani è invece formato da persone che sono giunte all'eroina dopo una storia breve, ma intensa, di consumo di psicostimolanti, soprattutto amfetamine, extasy e cocaina, per indicare le più usate perché in realtà il ventaglio delle opzioni è molto più ampio e variegato.
Anche i più giovani chiedono aiuto, ma hanno una percezione molto diversa dei loro comportamenti d'abuso prima dell'eroina, quando le sostanze erano assunte senza alcuna percezione del rischio e con l'unico scopo di sentirsi meglio con gli altri e di divertirsi di più.
A questa scarsa consapevolezza del proprio stato si accompagna in diversi casi la presenza di disturbi mentali non trascurabili. Questa concomitanza fa sì che il programma riabilitativo debba essere modificato per ritrovare l'efficacia che ci si aspetta. Questo implica un notevole sforzo, anche culturale, che dovrà attivare il concorso di tutti.
Intanto, il Centro di Solidarietà di Firenze, con il contributo del Fondo Nazionale per la Lotta alla Droga e il sostegno del Comune di Firenze, ha avviato il progetto "Farsi carico di tutti" che prevede tra l'altro, un sostegno alle famiglie in difficoltà per i comportamenti a rischio dei giovani.

 

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Pagina a cura di Nicola Gambi
Data di verifica/aggiornamento: 19-04-2001