COMUNE DI FIRENZE
ASSESSORATO ALLO SVILUPPO ECONOMICO ED INNOVAZIONE
ASSESSORATO ALL’URBANISTICA
DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO
DIREZIONE URBANISTICA

 

ACCERTAMENTO DELLA CORRISPONDENZA DEGLI STRUMENTI URBANISTICI GENERALI ED ATTUATIVI VIGENTI ALLE DIRETTIVE DI CUI ALLA L.R. 17 MAGGIO 1999 N.28 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI (NORME PER LA DISCIPLINA DEL COMMERCIO IN SEDE FISSA IN ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 31 MARZO 1998 N.114) ED APPROVAZIONE DEL PIANO DI SETTORE DEL COMMERCIO
(Approvato con Delibera Consiglio Comunale n.877 del 28/7/2000)

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

VISTA la Legge Regionale 17.05.1999 n.28, recante "Norme sulla disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998" e successive modifiche ed integrazioni, il Regolamento Regionale 26.07.1999 n.4 di attuazione della L.R. n.28/1999 e le Direttive per la programmazione urbanistica commerciale di cui alla L.R. n.28/1999 approvate con Deliberazioni del Consiglio Regionale n.137 del 25.05.1999 e n.233 del 26.07.1999;

PREMESSO che:

-il Comune è tenuto, ai sensi dell’art.6 della Legge Regionale n.28 cit. e delle relative direttive cit., a verificare i propri strumenti di pianificazione urbanistica al fine di accertarne il loro eventuale adeguamento agli indirizzi generali ed ai criteri di programmazione regionale di cui all’art.6 della stessa Legge regionale;

-il Piano di settore del Commercio, ai sensi dell’art.38.2 del vigente P.R.G,. ha lo scopo di localizzare l'insediamento delle attività commerciali in aree idonee a far sì che siano rispettati i principi e gli obiettivi disposti nella legislazione nazionale e regionale e le previsioni del PRG vigente;

-il P.R.G. contiene previsioni specifiche per gli insediamenti commerciali che si sostanziano:

-nelle possibilità di apertura di esercizi commerciali in edifici esistenti
-nella possibilità di insediare nuovi esercizi commerciali nelle zone C
-nella indicazione delle sottozone D3, terziarie e commerciali esistenti
-nella indicazione delle sottozone D4, terziarie e commerciali di nuovo impianto
-nella previsione della distribuzione di carburante nelle zone D3 e D4;
-nelle indicazioni normative specifiche del P.R.G. così composte:

PRESO ATTO che il PRG, al cui interno sono contenute le linee di sviluppo e di distribuzione sul territorio urbano delle attività commerciali, è completato, quale strumento di pianificazione:

-dal Piano della distribuzione delle Funzioni strategiche, adottato quale piano attuativo (ex art.69 L.R.n.39/1994) con delibera del C.C. n.45/99 nel quale si prevede, fra le funzioni strategiche oggetto della pianificazione urbanistica, uno specifico raggruppamento (indicato con l’acronimo COMM), opportunamente distribuito nel quadro degli ambiti territoriali di riferimento (caposaldi e nodi);

-da Piani attuativi alcuni dei quali comprendono già previsioni funzionali di natura commerciale; ovvero previsioni che possono svilupparsi operativamente tramite l'insediamento di attività commerciali;

CONSIDERATO quindi come sia necessario, in attuazione di quanto sopra previsto dall’art.6 della L.R. n.28/99 cit.:

  1. la specificazione di tali previsioni funzionali in modo da individuare, nell’ambito dei Piani Attuativi dotati di specifiche e compatibili previsioni:
    1. la potenziale inseribilità delle Medie Strutture di vendita fatto salvo il rispetto delle condizioni, dei parametri e dei requisiti stabiliti dalla legge regionale e dalle relative Direttive;
    2. la eventuale inseribilità delle Grandi Strutture di vendita e le eventuali precisazioni di quantità e di superficie, fatto salvo il rispetto delle condizioni, dei parametri, delle procedure e dei requisiti stabiliti dalla legge regionale e dalle relative Direttive
  1. la verifica degli strumenti urbanistici che, ai sensi delle Direttive per la programmazione urbanistica commerciale della Regione cit., deve contenere:
    1. la attuazione dei criteri generali della programmazione urbanistica commerciale (art.2), con particolare riferimento al necessario riequilibrio funzionale, agli effetti sull'ambiente urbano, sui tempi e sugli orari, alla integrazione e riqualificazione socio-economica-territoriale dei tessuti urbani esistenti;
    1. l’introduzione di rapporti congrui sia con la distribuzione attuale delle attività che rispetto ad un quadro complessivo ed equilibrato riferito all'intera aggregazione urbana effettiva, contribuendo, cioè, alla formazione di una rete di poli fra loro funzionalmente integrati (art.4 comma III) mediante integrazioni intermodali di trasporto che facilitino l’ accessibilità per merci e persone (art.4 comma III lett. a)) e specificamente orientate a ridurre la mobilità impropriamente indotta e le esigenze di mobilità della città di Firenze (art.4 comma III, lett. d) ed e));
    2. la attuazione dei criteri relativi alla localizzazione delle aree idonee da destinare alle diverse tipologie commerciali all'interno degli insediamenti (art. 3), concretizzabile, nel caso specifico, principalmente:
  1. l’adeguamento agli obiettivi fondamentali consistenti nella garanzia di una misurata ed organica distribuzione spaziale delle funzioni commerciali (verificata globalmente e in relazione al piano delle funzioni ed, ove possibile, al piano di indirizzo e regolazione degli orari), nella creazione di luoghi centrali di aggregazione anche nei tessuti diversi dal centro storico, nella opportuna valorizzazione di porzioni di tessuto urbano, storico e non, che sono da considerare "caposaldi" di funzioni aggreganti ovvero che risultano essere anche poli di attrazione turistica da dotare di servizi idonei;
  1. l'adeguamento all'obiettivo della tutela dei caratteri storici degli insediamenti e della salvaguardia del tessuto edilizio ed urbanistico esistente, unitamente all'introduzione della garanzia che le tipologie di attività siano qualitativamente rapportate ai caratteri storici, architettonici e urbanistici esistenti o da evidenziare o ripristinare;
  1. l’adeguamento normativo relativo alla compatibilità degli esercizi con gli ambienti storici, alla realizzazione dei raccordi viari, ai parcheggi, alle barriere architettoniche ed all'arredo urbano;

RITENUTO OPPORTUNO prevedere per le motivazioni indicate nella relazione allegato a) che gli atti urbanistici attuativi o ad essi assimilabili assunti dall’Amministrazione, esauriscano la previsione di localizzazione di nuovi insediamenti di Medie Strutture di vendita e di Grandi Strutture di vendita nel complesso del territorio comunale (cfr. all. E), salve quelle che potranno essere ulteriormente previste nell’ambito dei Programmi Integrati per la Rivitalizzazione della rete distributiva e salva la previsione, tramite successiva variante al PRG vigente, di una Media Struttura di vendita a servizio del nucleo urbano del Galluzzo, nonché eventuali strutture collegate alla realizzazione dei progetti di cui agli artt, 37 bis e seguenti della legge 109/94;

Preso atto altresì che per la zona di S. Lorenzo a Greve dove il P.R.G. prevede già zona commerciale (D4), a seguito dell’approvazione del PRU fuori ambito di cui alla D.C.C. n. 2224 del 23.12.98 si procedeva alla predisposizione di un atto di pianificazione per adeguare le previsioni di PRG rispetto ai contenuti della suddetta delibera e nel rispetto delle specifiche prescrizioni poste dal Consiglio alla lett. B punto 3 della delibera

RITENUTO INOLTRE OPPORTUNO, al fine di favorire processi di qualificazione del tessuto urbano e commerciale esistente:

DATO ATTO:

RITENUTO per le motivazioni sopra esposte, di prevedere nel piano di settore la disciplina relativa:

  1. alla tutela commerciale del centro storico e dei centri storici minori, individuando, come da planimetria allegata (all. D), il territorio urbano di riferimento che è sottoposto alla normativa di cui all’allegato C Disciplina di urbanistica commerciale art.1;
  2. ai programmi integrati per la rivitalizzazione della rete distributiva, da progettare ed attuare in ciascuno degli ambiti elencati e rappresentati nella allegata planimetria (allegato D) che sono sottoposti alla normativa di cui all’allegato C) Disciplina di urbanistica commerciale art.2;
  3. ai centri commerciali così come disposto dall’art.4 comma I lett .g) del D.lgs. n.114/98 cit.;

CONSIDERATI ALTRESI':

Esperita la concertazione e sentite le Organizzazioni di categoria del commercio, le organizzazioni sindacali dei lavoratori del commercio e le associazioni dei consumatori e ritenuto opportuno stabilire la istituzione di un apposito tavolo di concertazione con gli stessi soggetti ai fini dell'attuazione delle previsioni insediative previste nell’elaborato e) della presente delibera, nonchè per l’esame di eventuali successive varianti della stessa;

Preso atto del parere di regolarità tecnica reso ai sensi dell’art.53 della L. n.142/1990 e successive modificazioni e integrazioni;

DELIBERA

e per i motivi espressi in narrativa:

  1. di dare atto che i vigenti strumenti urbanistici, generali e attuativi, sono già adeguati agli indirizzi generali ed ai criteri di programmazione urbanistica commerciale, stabiliti dalla Legge regionale richiamata e dalle relative Direttive, in quanto contengono gli indirizzi concernenti la localizzazione delle aree da destinare alle Medie e Grandi Strutture di vendita;
  2. di approvare il Piano di settore del Commercio su aree private in sede fissa, costituito dai seguenti elaborati:

Relazione

Allegato a)

Tabulati di analisi

Allegato b)

Disciplina urbanistica commerciale

Allegato c)

Planimetria 1:15000

Allegato d)

Schede illustrative delle specificazioni localizzative e normative relative alle medie ed alle grandi strutture di vendita

Allegato e)

Stato di attuazione del Piano di Indirizzo e regolazione egli orari

Allegato f)

che formano parte integrante della presente delibera;

  1. di stabilire per il piano di settore la validità di cinque anni dalla entrata in vigore del presente provvedimento;
  2. di stabilire che, ai sensi del punto n), primo comma, art. 1 della legge regionale 17.5.9 n. 28 e successive modifiche ed integrazioni, venga istituito un apposito tavolo di concertazione con le categorie economiche interessate, le rappresentanze dei consumatori e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, per l’attuazione delle previsioni insediative previste nell’elaborato e) della presente delibera, nonché per l’esame di eventuali successive varianti della stessa;
  3. di incaricare la Direzione Urbanistica di presentare immediatamente l’avvio del procedimento per la variante al PRG al fine di:
  1. di disporre l’inoltro del presente atto alla Regione Toscana ai sensi dell’art.1 comma IV della Direttiva della R.T. cit.;


Pagina a cura di Cinzia Mazzanti
Data di verifica/aggiornamento: 21-08-2000