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comune di firenze |
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Il
colombo di città (Columba livia forma domestica) ha un
rapporto solo indiretto con il colombo selvatico (Columba livia),
specie a distribuzione mediterranea e presente in Italia con
popolazioni pure solo nelle regioni
centrali e meridionali, di solito lungo le coste rocciose. Gli individui
che vediamo attualmente nelle città sono il risultato di ripetuti episodi di
incrocio tra razze diverse, compresi colombi da carne e piccioni
viaggiatori sfuggiti agli allevatori. A Firenze questa origine
viene fatta risalire al 1887, quando, in occasione dell’inaugurazione
della facciata del Duomo, vennero liberati un migliaio di colombi viaggiatori
che si stabilirono insieme ai ‘torraioli’, colombi
selvatici inurbati che si spostavano nelle campagne per nutrirsi e che si sono
estinti nel tempo. Oggi, tra i numerosi
piumaggi dei piccioni di città, è possibile
distinguere il tipo ‘blue-bar’, ad ali grigie con due barre nere, che
è quello che si avvicina maggiormente alla Columba livia.
Il Dipartimento di Biologia Animale e Genetica dell’Università degli Studi di Firenze è stato incaricato di eseguire censimenti periodici della popolazione di colombi, al fine di pianificare al meglio gli interventi volti a contenerne il numero. La ricerca, svolta con una metodologia di campionamento appositamente studiata per la realtà fiorentina, prevede due periodi di rilevamento in primavera ed in autunno. I valori ottenuti, a partire dalla primavera 1999, rappresentano degli indici di abbondanza standard che possono essere confrontati in anni successivi per evidenziare aumenti o diminuzioni nelle diverse zone di studio in cui viene diviso il territorio comunale.
Nel rilevamento all’inizio della ricerca, riferibile alla primavera del 1999, è stata stimata la presenza di 30.000 individui in tutto il territorio comunale, con almeno 80 colonie stabili e una densità media decrescente dal centro verso la periferia.
Questo numero è in progressiva diminuzione in seguito alle azioni per il contenimento degli animali messe in opera dall’Amministrazione Comunale.
Gli interventi decisi dall’Amministrazione Comunale per contenere il numero dei piccioni sono assolutamente incruenti. Al contrario degli interventi di cattura e soppressione realizzati qualche anno fa, è stata poi scelta la strada, eticamente più accettabile e con maggiore validità scientifica, della somministrazione di mangime trattato con una sostanza ad effetto anticoncezionale. Il farmaco utilizzato, la nicarbazina, viene distribuito in granella di mais da operatori appositamente addestrati. Le caratteristiche di sicurezza del trattamento con questo farmaco, autorizzato dal Ministero della Sanità, comprendono: un effetto sui colombi che è temporaneo e quindi reversibile, un impatto ambientale 100 volte inferiore al limite stabilito dalla normativa europea e una probabilità di ingestione da parte di altre specie che è praticamente nulla. Tale trattamento è stato sospeso dal 2005 per la verifica dei risultati. Sono attualmente allo studio altri metodi, sempre assolutamente incruenti, per il controllo della popolazione dei colombi.
I dati dei censimenti evidenziano una chiara corrispondenza tra le durate dei trattamenti annuali, nel periodo 1999-2002, e la diminuzione delle popolazioni nelle zone corrispondenti. In particolare nella zona compresa entro i viali di circonvallazione si è passati da una popolazione iniziale stimata intorno ai 12.000 individui nella primavera del 1999 ad un numero di circa 9.000 nella primavera del 2002, con una diminuzione del 25 %. Nella zona esterna ai viali, non trattata, si osservano invece nel lungo periodo dei valori stabili ed una dinamica corrispondente a quella di popolazioni non controllate, con massimi in autunno per la presenza dei giovani dell’anno. Un discorso a parte va fatto per l’area di Careggi, interessata dal programma a partire dal 2001, dove si è invece verificato nella primavera 2002 un calo del 24 %.
Quando si parla di danni causati da piccioni, specialmente dai loro escrementi, bisogna andare molto cauti. Se è vero infatti che la componente acida del guano ha caratteristiche tali da poter danneggiare il marmo o la pietra dei monumenti, bisogna rilevare anche che danni ben maggiori, nell’ordine di decine e decine di volte superiori, vengono prodotti ai monumenti stessi dall’inquinamento atmosferico. Bisogna quindi stare attenti a non guardare il bruscolo nell’occhio ma piuttosto fare attenzione alla trave. E’ però innegabile anche che danni specifici prodotti dalla nidificazione o dalla sosta dei volatili debbano essere eliminati, sia dai palazzi pubblici che dalle case private, facendo riferimento agli interventi di seguito descritti.
I cittadini che hanno problemi con i piccioni e che vogliono allontanarli dalle loro case debbono usare mezzi meccanici per impedir loro di nidificare o di posarsi. Gli stessi mezzi che del resto sta usando l’Amministrazione Comunale per i palazzi e le sedi di sua proprietà. Si tratta, semplicemente, di rivolgersi a ditte specializzate in ristrutturazioni edili chiedendo loro la chiusura degli eventuali siti di nidificazione e/o l’installazione di appositi dissuasori di sosta sui cornicioni, sui tetti o sulle terrazze. Tali dissuasori possono essere meccanici (reti, molle, punte in vari materiali) od elettrici (linee doppie di fili che formano campi magnetici) ed in entrambi i casi sono disponibili in commercio anche le confezioni “fai da te”, ordinabili anche tramite Internet (*). Raccomandiamo solo di seguire le seguenti indicazioni. Per la chiusura dei nidi, effettuabile solo quando non vi siano piccoli, bisogna provvedere alla preventiva pulizia del nido: chiudere il sito di nidificazione infatti senza averlo prima bonificato, comporta la permanenza dei parassiti nel nido ed essendo tali parassiti anche umani, come le zecche, è evidente che non avendo più a disposizione l’animale (che loro prediligono) si spostano sull’uomo. Per non far sostare gli animali, invece, si raccomanda di far uso soltanto degli strumenti meccanici sopra indicati. E’ vietato infatti l’utilizzo di colle o veleni che, oltre a far del male agli animali ed a far rischiare l’incriminazione ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale (Maltrattamento di animali), sono anche molto pericolosi per l’uomo, specialmente per i bambini.
(*) Andate su un motore di ricerca (es. www.google.it) e digitate le parole “dissuasori di sosta piccioni” o altre simili.
Buona convivenza a tutti quindi, uomini e animali, ricordando anche, ogni tanto, di volgere lo sguardo al cielo. Non è un’abitudine praticata da molti, ma è necessaria per distrarsi dalla vita quotidiana e pensare alla natura ed al nostro pianeta, per ricercare un equilibrio. Ed allora pensate, magari anche quelli ai quali i colombi non piacciono, a come sarebbe brutto il cielo di Firenze se improvvisamente venissero a mancare i voli dei suoi abitanti.
cliccare sulle foto per ingrandirle
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manifesto 1 campagna 2003 |
manifesto 2 campagna 2003 |
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A cura di:
Dott. Maurizio Naldini
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Diritti Animali
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