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Tradizioni e vita culturale

L'Erzegovina, come l'intero paese, è una terra in cui civiltà orientali e occidentali da sempre si sono trovate a convivere, caratterizzando la multiculturalità che si respira in tutta l'area. La popolazione di Bosnia Erzegovina è di origini illiriche ed è con l'arrivo dei romani in queste terre che, oltre ad aver assorbito le influenze di tale impero, si è convertita, in larga maggioranza, al Cristianesimo. Successivamente, altri popoli giunsero nel paese, come gli Sloveni e gli Avari, contribuendo alla creazione della realtà composita che distingue l'odierna Bosnia Erzegovina.

La radice della parola “Bošnjak” deriva dal termine “Bošnjanin” (latino: Bosniensis) che definiva gli abitanti del regno bosniaco medievale, senza riferimenti all'etnia. Durante la dominazione Ottomana, il nome è stato sostituito da quello attuale, “Bošnjak” (Bosniaco). Oltre il 95% della popolazione è caratterizzata da tre nazionalità principali: bosniaci, croati e serbi, i quali sono menzionati parimenti nella Costituzione e nessuno di questi viene considerato una minoranza. Le lingue ufficiali in Bosnia Erzegovina sono: il bosniaco, il croato e il serbo. Nella Federazione di Bosnia Erzegovina viene utilizzato l'alfabeto latino, nella Repubblica Serba, invece, il cirillico.

L'appartenenza a religioni diverse è l'unico elemento che differenzia queste tre nazionalità: i croati sono, in larga maggioranza, cristiani cattolici, i bosniaci prevalentemente musulmani, e i serbi cristiani ortodossi. Nel paese vivono anche ebrei (di origine sefardita), Montenegrini, Sloveni, Rom ed altri.

Mostar è il centro amministrativo del Cantone Erzegovina-Neretva e fulcro culturale, geografico e naturalistico dell'intera Erzegovina. La sua vitalità si respira camminando per le affollate strade cittadine, visitandone i teatri, i centri culturali, le case-museo e le gallerie, parlando con i suoi abitanti, assistendo ai festival e alle tante manifestazioni diffuse sul territorio.