Natura e avventura
L'Erzegovina appare agli occhi dei visitatori come un immenso parco naturale che alterna verdissime aree montuose a dolci vallate e zone costiere, in un territorio caratterizzato da foreste, aspre gole, grotte carsiche, canyon spettacolari, e solcato da fiumi impetuosi, cascate e laghi cristallini. L'abbondanza di acqua in questa regione costituisce una rilevante risorsa economica legata al settore della produzione di energia elettrica.
Mostar si trova in una valle posta alle pendici delle montagne Velež e Prenj, due aree di grande pregio naturalistico, ed è attraversata dal fiume Neretva che vi transita provenendo dall'interno montuoso per poi terminare il proprio corso sfociando nel Mare Adriatico.
In questa terra così «privilegiata dalla natura», come scriveva Ivo Andrić (premio Nobel per la letteratura nel 1961) si trovano varie aree protette tra cui spiccano: il Parco Naturale di Blidinje sulla montagna Čvrsnica (tra i 1150-1300 m) che accoglie uno splendido lago e il Parco Naturale di Hutovo Blato, nota riserva avicola, e tra i più importanti del paese. A questi si aggiungono gli altri presenti in Bosnia Erzegovina, il Parco Nazionale di Kozara e il Parco Nazionale Sutjeska che vanta una delle due ultime foreste primoridiali del continente.
Le montagne Prenj e Velež, i laghi Boračko e Blidinje, i fiumi Neretva, Trebižat, Lištica, Trebišnjica, Buna e Bregava, le cascate di Kravice, i villaggi di Konjic, Podveležje e Glavatičevo sono solo alcuni dei gioielli di natura da ammirare visitando queste terre.
Il clima mediterraneo, con estati calde e inverni temperati, e la particolare morfologia del territorio, rendono Mostar e i suoi dintorni un luogo ideale per gli amanti dello sport e delle attività all'aria aperta: trekking ed escursionismo, rafting e arrampicate (per i più avventurosi), nuoto, safari fotografici e rilassanti passeggiate alla scoperta di habitat florofaunistici ancora intatti.
MINE ANTIUOMO
In questa regione, gli ordigni inesplosi costituiscono ancora un rischio, soprattutto in prossimità delle ex zone di battaglia, nelle campagne, nei sobborghi delle città e negli edifici danneggiati dalla guerra. Si raccomanda, quindi, di evitare le aree abbandonate e non frequentate dalla gente del posto, e di esplorare il territorio accompagnati da esperte e certificate guide locali.






