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17 febbraio, la partita dell'assedio

In piazza Santa Croce si rievoca lo storico sberleffo all'esercito imperiale

17 febbraio, la partita dell'assedio

 

Venerdì 17 febbraio, ore 15, in piazza Santa Croce si rievoca lo storico episodio della partita giocata il 17 febbraio 1530 in spregio all'assedio con cui l'esercito imperiale di Carlo V stringeva la città. L'ingresso alla manifestazione è gratuito.

L'evento è preceduto dal tradizionale corteo storico che seguirà il seguente itinerario:

Ore 13.30, ritrovo con i Calcianti presso la palestra L. Battista Alberti in Piazza S. Croce
Ore 13.45, partenza a piedi verso il Palagio di Parte Guelfa
Ore 14.00, arrivo al Palagio di Parte Guelfa
Ore 14:30, partenza del Corteo da Palagio di Parte Guelfa, Via Pellicceria, Via Porta Rossa, Mercato Nuovo,  Via Vacchereccia, Piazza della Signoria, Via  dei Gondi, San Firenze, Borgo dei Greci, Piazza Santa Croce
Ore 15, arrivo del Corteo in piazza Santa Croce, ingresso nella Chiesa e Benedizione da parte dell’Autorità Religiosa  
Ore 15:15, uscita del Corteo dalla Chiesa, schieramento in campo 
Ore 15:30, ingresso in campo del Corteo e sbandierata
Ore 15.45, inizio partita
Ore 16.35, termine della partita e rientro del Corteo per percorso in

Che dire dello spirito fiorentino: orgoglioso, beffardo, dissacrante e condito dalla giusta strafottenza; tutte doti messe in mostra quel giorno in Santa Croce, con grande scorno degli assedianti spagnoli. Firenze era da tre anni una repubblica e papa Clemente VII (al secolo Giulio de’ Medici) aveva stretto accordo con l’imperatore Carlo V per un attacco che costringesse i fiorentini a riabbracciare la causa dei Medici. La città reagì con grande fermezza, resistendo per quasi due anni all’assedio e decidendo, in scherno ai nemici, di mantenere viva la tradizione della partita di Calcio Storico, che allora si giocava per il Carnevale. Non soltanto una presa in giro quindi, ma una dimostrazione di forza e un inno alla vita, fatte attraverso un gioco, in un momento in cui di giocare ci sarebbe stata poca voglia. Il messaggio fu chiaro, il nostro spirito è più forte dei vostri cannoni e le truppe imperiali non poterono far altro che osservare, dalle colline adiacenti, la tenzone tra i bianchi e i verdi, gonfi di rabbia e con la coda tra le gambe. A quel tempo il “calcio in costume” era un passatempo praticato anche da molti nobili fiorentini, che amavano la sua atmosfera battagliera, da rivisitazione del torneo cavalleresco; in anni recenti, con la diffusione dei 4 colori di quartiere e lo spostamento dell’evento alla festa patronale del 24 giugno, ha perso la sua connotazione di nobile contesa per assumere un carattere sempre più popolare. Oggi questo gioco, che è considerato il più antico sport di squadra con la palla di tutta Europa, è ancora seguitissimo, dai tanti turisti e soprattutto da tutti i fiorentini che, ogni anno, si dividono in fazioni inneggianti i propri colori, ma sempre con Firenze nel cuore.

 

Foto di Giuseppe Sabella (particolare)

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