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11 agosto, 72 anni dalla Liberazione di Firenze

Una celebrazione nel segno del dialogo tra le grandi confessioni religiose

11 agosto, 72 anni dalla Liberazione di Firenze



L’amministrazione comunale ha deciso quest’anno di celebrare l’anniversario della Liberazione (11 agosto 1944) dando la parola ai responsabili delle grandi comunità religiose della città. E’ sembrato questo il modo migliore per restituire il senso della libertà cosi dolorosamente conquistata: contribuire a tessere un dialogo, nel rispetto delle differenze e delle diverse appartenenze, lontano dal clima di odio e di antagonismo che il terrorismo e il fanatismo vogliono alimentare.
Il sindaco ricorderà inoltre la figura del partigiano Giorgio Pacini, come rappresentante di quella generazione straordinaria a cui dobbiamo la nostra libertà.  

11 agosto, ore 10.45  Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, Il contributo delle confessioni religiose per una convivenza civile e democratica.
Intervengono Joseph Rav Levi, Rabbino capo di Firenze, Izzedin Elzir, Imam di Firenze,  monsignor Andrea Bellandi, vicario generale dell’Arcidiocesi di Firenze.

Gli altri eventi della giornata

Palazzo Vecchio, ore 7, Il suono della campana "La Martinella" annuncia la Liberazione di Firenze;
Palazzo Vecchio, ore 9, deposizione di una corona di alloro alla lapide (testo dettato da Piero Calamandrei) posta  sulla facciata di Palazzo Vecchio;
Piazza dell'Unità Italiana, ore 10, deposizione di una corona di alloro e onore ai Caduti di tutte le guerre;
Piazza della Signoria (Loggia dei Lanzi), ore 21,  Concerto gratuito

11 agosto 1944. Cronaca di un’insurrezione

Nel pomeriggio dell'8 agosto il comando militare della Resistenza ha già messo in stato d’allarme tutte le squadre d'azione perché da tanti segni si intuisce che i tedeschi si apprestano a lasciare la città mentre le truppe anglo-americane indugiano ancora a sud dell’Arno. Il segnale convenuto dell'insurrezione generale sarà il suono a martello del campanone di Palazzo Vecchio, la Martinella.
Nella notte tra il 10 e l’11 agosto i tedeschi iniziano a ritirarsi  e alle 6,45 i rintocchi della Martinella chiamano alla lotta. L'insurrezione si accende dappertutto ma i partigiani non sono soli perché al loro fianco si ritrovano persone di ogni età e di ogni fascia sociale pronte a partecipare in prima persona alla battaglia decisiva per la liberazione della città.  Da sud arriva il grosso del contingente della Divisione Potente, che ha ricevuto il via libera alle 11 dal comando britannico con un fonogramma.  I reparti partigiani guadano l’Arno attraverso la  Pescaia di Santa Rosa e ingaggiano battaglia con la retroguardia tedesca, cominciando a stanare i franchi tiratori fascisti che dai tetti continuano a sparare e a uccidere. A sera, dopo alcuni intensi scontri pomeridiani nella zona di Rifredi, dove alcune squadre partigiane erano rimaste accerchiate, la città è sostanzialmente libera anche se alle prese con i tentativi di contrattacco tedeschi che il 15 agosto si spingeranno addirittura fino in piazza San Marco, praticamente in pieno centro.
I primi reparti alleati entreranno in città solo il  giorno 13, fino ad attestarsi sulla linea del Mugnone.
Intanto, sin dai primi rintocchi della Martinella, il Comitato di Liberazione Nazionale si insedia a Palazzo Medici Riccardi, mentre a Palazzo Vecchio una giunta comunale, designata dal CLN,  assume l'amministrazione della città. Il Sindaco è il socialista Gaetano Pieraccini (grande figura di medico e ricercatore nel campo della patologia del lavoro), vicesindaci il comunista Renato Bitossi e il democristiano Adone Zoli.

#FirenzeLibera

Fonte foto www.intoscana.it

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