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Unity in Diversity, la cultura come veicolo di pace

I sindaci del mondo riuniti approvano la Carta di Firenze. Il testo del documento

Unity in Diversity, la cultura come veicolo di pace


Dal 5 all’8 novembre Firenze ha ospitato il Forum internazionale ‘Unity in Diversity’ (‘Unità nella diversità’) che riunisce i sindaci di città chiave per il dialogo sulla pace. La collocazione del Forum a Firenze  non è stata certo casuale perché proprio qui, il 2 ottobre 1955,  si tenne, sotto l’ impulso di Giorgio La Pira, l’incontro dei sindaci delle più importanti città del mondo che in quell’occasione lanciarono una sorta di manifesto per la pace che ebbe grande risonanza internazionale.

Ecco il testo della Carta di Firenze, il documento finale approvato dall'assemblea dei sindaci in Palazzo Vecchio alla fine dei lavori.

 

Noi, Sindaci riuniti a Firenze, in occasione del Forum internazionale 'Unity in Diversity' (5-8 novembre 2015), a sessant’anni di distanza dal Convegno dei sindaci delle città capitali, voluto dall’allora Sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, riconosciamo:


● il patrimonio come l'insieme dei valori naturali, paesaggistici, culturali, sia materiali che immateriali, che contribuiscono a formare le diverse identità di comunità, gruppi ed individui residenti nelle nostre Città;
● le diverse tradizioni, i beni naturali, paesaggistici e culturali presenti nelle nostre città, non solo come patrimonio locale o nazionale, ma anche come patrimonio dell’intera umanità, che unisce i popoli e le generazioni passate, presenti e future;
● la diversità e pluralità del patrimonio come fonte di scambi, d'innovazione e di creatività, necessari per lo sviluppo spirituale, intellettuale, affettivo e materiale del genere umano;
● il ruolo chiave del patrimonio per il miglioramento della qualità della vita delle nostre comunità e per la costruzione di un processo di pace e sviluppo basato sul dialogo interculturale;
● il ruolo chiave delle città nella promozione di uno sviluppo sostenibile basato sulla diversità delle espressioni culturali e la creatività come motori di sviluppo economico e sociale.

Considerato quanto sopra, noi, come primi cittadini, prendiamo atto della necessità di:

• riconoscere pari dignità e valore ad ogni espressione del patrimonio culturale;
• creare nelle nostre città un ambiente che permetta la promozione e protezione dei diritti umani per tutti, riconoscendo l’accesso al patrimonio come diritto di ogni essere umano e assicurando una sempre più estesa consapevolezza e partecipazione dei nostri cittadini e visitatori nei confronti del patrimonio;
• tutelare e valorizzare, per le future generazioni, il patrimonio delle nostre città, la cui perdita e distruzione deve essere considerata un crimine contro l'umanità;
• rafforzare le relazioni interculturali, la cooperazione e gli scambi tra le nostre città, aumentando la solidarietà tra i loro cittadini, che riconosciamo differenti per lingue e culture, ma uguali in dignità e diritti di libertà, giustizia e pace;
• educare le presenti e future generazioni ad una maggiore conoscenza ed accoglienza della diversità delle espressioni culturali, nonché aumentare presso gli individui di ogni età e condizione sociale e presso la società civile la consapevolezza del ruolo della cultura come reticolo per la costruzione della pace.


Pertanto, ci impegniamo a:

• sensibilizzare e coinvolgere i cittadini delle nostre città nella protezione attiva del patrimonio, anche attraverso l'istituzione di raccolte fondi mirate ad azioni di tutela del patrimonio locale o internazionale, con particolare riguardo al patrimonio dei paesi in via di sviluppo e al patrimonio a rischio, in un'ottica di cooperazione tra le Città e di difesa globale ed integrata del patrimonio;
• supportare, come "Unite for Heritage", le campagne UNESCO riguardanti la difesa del patrimonio; favorire l'istituzione di comitati scientifici in appoggio ai "Caschi Blu della Cultura" - promossi dal Governo Italiano - e sostenere programmi di cooperazione internazionale per la salvaguardia e protezione del patrimonio;
• mettere a disposizione dell'UNESCO, delle sue Commissioni Nazionali e dei Governi e delle Amministrazioni cittadine una rete di specialisti, in particolare nel settore della conservazione e della gestione del patrimonio, al fine di attivare una rete di protezione dei beni culturali e naturali in pericolo per eventi bellici e catastrofi naturali;
• fare un appello a UNESCO per l'istituzione di un Comitato permanente di consultazione dei Sindaci, che promuova un nuovo ruolo delle Città nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e della diversità delle espressioni linguistiche e culturali e nella promozione della pace.

 

Video finale - Unity in Diversity

 


Le mappe monumentali di Alighiero Boetti a Firenze in occasione del Forum

Due delle straordinarie Mappe monumentali di Alighiero Boetti,  maestro del Concettuale e dell'Arte Povera, saranno in mostra dal 4 al 22 novembre nel Salone dei Cinquecento, in occasione di “Unity in Diversity”. Per la prima volta in Italia le opere, di grande dimensione (280x580 cm circa), saranno visibili affiancate. Furono ricamate su progetto di Boetti dalle donne afghane tra gli anni '80 e '90 e raccontano un momento cruciale delle trasformazioni politiche nel mondo e, in particolare, in Unione Sovietica.
Le due Mappe di Boetti saranno in dialogo con la serie di Arazzi medicei disegnati da Bronzino e Pontormo, ora eccezionalmente riuniti ed esposti nella Sala dei Duecento, e con le mappe cinquecentesche del Danti e del Bonsignori, conservate nella Sala delle Carte Geografiche o del Mappamondo.

 

Maggiori info:

 

 

foto TerraProject

 

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