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Lo scoppio del Carro

L'antica cerimonia della mattina di Pasqua

Lo scoppio del Carro

Secondo la tradizione, riferita dall'antico cronista fiorentino Giovanni Villani (Cronica, libro I°, cap. IX), l’antica cerimonia dello scoppio del carro sarebbe da collegarsi alla prima Crociata, predicata a Firenze dal vescovo del tempo Ranieri e alla quale parteciparono oltre duemilacinquecento concittadini, al comando di Pazzino di Ranieri de' Pazzi.
Il 15 luglio 1099, dopo un lungo assedio, l'esercito crociato conquistò Gerusalemme; Pazzino sarebbe stato il primo a innalzare il vessillo cristiano sulle mura della città santa, e avrebbe ricevuto in dono da Goffredo IV duca di Buillon (detto Buglione), della Bassa Lorena, tre scaglie di pietra del santo Sepolcro di Cristo, poi gelosamente custodite e portate a Firenze nel 1101.
Conservate in un primo tempo dalla famiglia Pazzi, le tre pietre furono usate per trarne una scintilla di fuoco "novello" (simbolo tutto pasquale di vita nuova) distribuito poi, dopo la benedizione, alle singole famiglie per riaccendere il focolare domestico.
Le pietre focaie venivano conservate nella chiesa di Santa Maria sopra a Porta, chiamata più tardi San Biagio, sotto la cura della famiglia Pazzi, che però subì l’allontanamento da Firenze e la revoca del ruolo nella cerimonia, all’indomani della congiura anti-medicea del 1478.
Per secoli il fuoco benedetto, portato anche in Cattedrale, servì per accendere il cero pasquale, i ceri del clero e del popolo, i lumi della chiesa nel Sabato santo.
Un carro recava la fiamma nuova anche nelle abitazioni e, via via, fu reso più fastoso con l'uso di "caricarlo" con polvere pirica, cui veniva dato fuoco (quasi certamente a partire dal 1494) davanti al Battistero.
Durante il pontificato di Leone X° (Giovanni de'Medici, 1513-1521) venne utilizzata per la prima volta la colombina, un razzo a forma di colomba con un ramoscello di ulivo nel becco.
Dal 1785 la chiesa Santi Apostoli, in Piazza del Limbo, ospita le sacre reliquie e pietre focaie e la mattina di Pasqua il corteo, scortato dalle autorità cittadine e dal Gonfalone, si reca per portare il fuoco sacro, già acceso, in Duomo. Un altro corteo, nel frattempo, accompagna l’antico carro, i’ Brindellone, dal deposito di Porta a Prato allo spazio fra il Duomo e Battistero.
L’altare del Duomo e il Carro vengono uniti da un cavo su cui sono montati mortaretti e fuochi d’artificio. La colombina deve scorrere sul cavo, oggi metallico, una volta canapa di corda, per la reazione del petardo acceso in Duomo con il fuoco sacro. Se la Colombina compie correttamente il percorso sul cavo, per l’intera lunghezza della Cattedrale, fino al carro era, ed è, di buon auspicio per l’intera città per l’anno a venire.

 

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