Itinerario 2 Da Monterinaldi a Pian di Mugnone
Si
prende la Via di Monterinaldi dalla Via Bolognese nuova (raggiungibile con il
bus ATAF n° 25): è
questa un "balcone" panoramico eccezionale, con la vista che spazia da Fiesole,
sul verde colle al di là della valle del Torrente Mugnone, al Cupolone
del Duomo di Firenze, che "chiude" uno scenario fra i più belli del mondo!
Si comincia a salire fra
moderne ville stile Wright (anni
’50, architetto Ricci e altri),
ricavate su un territorio di ex cave di pietra serena. Nei
ripidi fianchi di questi colli sono state aperte e per lungo tempo attive diverse
cave: famoso il gruppo di "Maiano" (sotto Fiesole), ma anche questo del "Mugnone"
o quello del "Mensola". Cave da cui veniva estratta una pietra serena così
pregiata e compatta da dover essere riservata, per decreto, solo agli impieghi
artistici! E le locali botteghe degli scalpellini hanno prodotto, a partire
dal ’300, opere e operatori di grande fama: Desiderio da Settignano, Benedetto
da Maiano, Mino da Fiesole.
La via sale serpeggiando, ripida ed asfaltata. Poi, sulla sinistra, un paletto
di metallo bianco e rosso segnala il bivio dove svoltiamo a sx, seguendo una
stradetta a fondo naturale quasi piana, che è ancora Via di Monterinaldi.
Un breve tratto di bosco a cui seguono delle villette e, dopo una breve discesa
sconnessa, ricompare l’asfalto e si arriva a La Lastra. Si va a dx al primo
bivio, per Via La Lastra e Via dello Spedaluzzo della Ruota, che torna su via
Bolognese Vecchia davanti a Via della Concezione. Queste
ultime strade formano un ramo antichissimo della Via Bolognese e lo "spedaluzzo
della ruota" doveva essere un punto di sosta e d’assistenza ai pellegrini
e agli orfani ("della ruota" ha proprio il senso di orfanotrofio, dall’uso che
c’era di deporre i bimbi abbandonati su di una ruota in legno che girava al
di là di una parete e deponeva il piccolo, in modo anonimo, nel convento).
In
effetti fino all’800 inoltrato Firenze era ancora una città "murata"
(cinta da mura), con le porte d’accesso che venivano chiuse al tramonto e aperte
all’alba; i pellegrini o i venditori che dovevano andare in città preferivano
passare la notte nei vari ostelli, per essere prima dell’alba già alle
porte.
Si tratta adesso di fare tutta Via della Concezione, che inizia in discesa e gira tutta la valletta: attorno una bella campagna e sullo sfondo un ampio panorama di Firenze. Passato un fosso si risale dolcemente raggiungendo Villa La Gressa. Piegando decisamente verso destra, la strada diventa quasi pianeggiante, costeggia il centro trasmissioni Rai e finisce in Via del Massoni di fronte al Convento della Concezione. Il medievale convento dei "fraticini" di Montughi è affiancato da una cappella seicentesca e contornato da un boschetto di cipressi. Dal piazzale una vista superba.
Andiamo a dx su Via del Massoni. Si supera un bel tratto in piano fra campi, con accanto la svettante antenna trasmissioni RAI. Con una moderata attenzione al traffico locale si cammina fra muri di ville più o meno antiche. Via dei Massoni finisce sulla via Bolognese presso una piazzetta con vistosi contenitori da riciclo e un grosso e moderno tabernacolo: opera di Quinto Martini riproduce l’Annunciazione. Posto negli anni ’50 dopo la sistemazione della "panoramica" nuova via Bolognese, dà il benvenuto nella città (in quegli anni amministrata dal cattolico Giorgio La Pira). Si va ora a sx per un tratto di Via Bolognese, che attraversail borgo di Trespiano urbanizzato con villette, negozi e case. Da notare l’edificio ocra con un vistoso medaglione con testa di cavallo: è casa Mirannalti, famiglia di vetturini che fino agli ’60 forniva un servizio di calesse fra il Ponte Rosso e il Cimitero di Trespiano. Tali insegne si trovano, sempre più rare, sparse in campagna e in città, a segnalare stalle con noleggio.
Poco
prima di arrivare alla chiesa, a dx si prende Via Viuccia, che scende asfaltata
e fra case, per poi curvare bruscamente a sx diventando sterrata in mezzo a
vasti uliveti e un’ordinata campagna. La parte carrozzabile finisce davanti
a Villa Prato: costruzione
imponente, casa da signore appartenuta anche a Benvenuto Cellini che, benché
ristrutturata e abitata, mostra il suo aspetto di casa del ’500. È affiancata
da una pregevole cappellina, a margine della via. La
strada prosegue diritta fra i campi, entra nel bosco e diviene molto sconnessa.
Con qualche discesa e qualche curva arriva al Torrente Mugnone. Superato il
ponte siamo in comune di Fiesole, nell’abitato di Pian del Mugnone.
I segnavia Celeste e Rosa, che compaiono verso la fine del percorso, sono quelli di una serie di percorsi che il comune di Fiesole ha tracciato nel 1998 nel suo territorio, illustrati in un volumetto in distribuzione presso l’APT di Fiesole. Questi segni ci indicano anche gli ultimi metri di strada, il ponte di superamento del torrente Mugnone e l’arrivo alla fermata ATAF della linea n° 42 per Fiesole (da dove il n° 7 riporta a Firenze). Per chi preferisse il treno, è bene ricordare la presenza qui anche della stazione ferroviaria. Altri servizi di linea extraurbane (Sita, Florentiabus, Lazzi) sulla via Faentina sono abbastanza frequenti.
To
proceed to the next itinerary, always taking the 1/A bus, get off at Via di
Monterinaldi. Before taking this road (which is in part asphalted uphill and
in part not) take a moment to admire the wonderful view towards Florence. Take
Via della Concezione, a curving road that passes through the countryside, and
ends in Via de Massoni. This latter road goes all the way to via Bolognese,
and it is worth noting the Concezione convent, as well as some villas such as
the Terra Rossa, and the interesting RAI station with its large antennae. Via
Bolognese crosses the animated Trespiano village where, right before the church,
is a downward slope to the right that leads to Via Viuccia. This is a good unasphalted
road up to Villa il Prato, ater which, continue in the same direction followinh
the cartway that cuts through the woods to the Mugnone torrent, beyond which
are train and bus facilities to go back to the city.
LEGENDA
I colori del testo indicano
In nero la descrizione
dell'itinerario da percorrere
In rosso le informazioni storico-artistiche
In
celeste le curiosità e le annotazioni di tipo ambientale
