Itinerario 1 Dalla Faentina alla Bolognese
La
partenza è in via Faentina, presso l’Area a verde pubblico "Pettini":
una
bella realizzazione del Quartiere 2, attrezzata con tavoli e giuochi, al cui
interno si svolge anche una coraggiosa iniziativa di cultura teatrale.
Pochi passi per la Via Faentina e si imbocca a sx il Vicolo di S. Marco Vecchio,
con brutte costruzioni fino alla ferrovia, ma che subito al di là di
questa acquista un carattere decisamente pedonale: in salita, sterrato, stretto
fra muri(inizialmente anche un po’ infrascato), mostra dopo poco una bella lastricatura.
Se ne esce allo slargo dell’ingresso di Villa i Pini.
Riappare l’asfalto e, con esso, rari veicoli che vanno alle belle villette. L’incrocio successivo è con Via dei Bruni, presso l’ingresso di Villa La Pietra: già quattrocentesca casa da signore dei Sassetti, fu trasformata nel ’600 in villa dai Capponi, rispettandone le dimensioni, il bel portale antico e costruendo una bella facciata arricchita da una balaustra. Bellissimo il vasto giardino all’italiana, realizzato nel ’700. Vi hanno dimorato Sir Arthur Acton e il figlio Harold, ospitando spesso i reali di Inghilterra e altri importanti personaggi. È visitabile rivolgendosi all’APT. Da questo punto il vicolo assume la funzione di "via di scorrimento" per numerosi veicoli che transitano in direzione Le Cure. L’escursionista proveniente dalla quiete precedente dovrà quindi munirsi di un po’ di pazienza e anche di prudenza, per la ristrettezza della strada: del resto il camminare in città ha anche questi aspetti!
Si arriva quindi sulla Via Bolognese, presso Villa Finaly; qui un vasto parco ospita due edifici: La Villa, costruzione ottocentesca ora dipendenza dell’Università di Parigi e Lo Spedaluzzo, trasformazione di antico piccolo "spedale" per i viandanti che vi passavano la notte in attesa dell’apertura delle porte della città. Il viale che passa fra le costruzioni, ombreggiato da lecci e allori, era fino al 1800 il percorso della Via Bolognese vecchia, ora deviata.
Si gira a sx sulla Via Bolognese fino al vicinissimo borgo de La Pietra. Si attraversa poi la strada per imboccare, a dx del cancello di Villa Ruspoli (già trecentesca casa da signore dei Minerbetti, poi trasformata in sontuosa villa ottocentesca, in posizione isolata e panoramica contornata da alti lecci), la stretta Via della Pietra, circondata da muri e purtroppo piuttosto trafficata, che andrà percorsa fino all’altezza di Villa della Cisterna. Si continua imboccando a dx Via del Poggiolino, per tornare sulla via Bolognese che andrà percorsa a sx per un tratto, lasciandola poi per entrare in Vicolo del Cionfo: originale esempio della viabilità antica delle colline fiorentine. Lungo il suo tortuoso e suggestivo sviluppo si possono ritrovare tutti gli elementi costruttivi delle vie collinari fiorentine: i muri a ciottoli ora alti ora bassi, adornati di graffiti, la perfetta zanella lastricata in pietraforte, le fogne ben rifinite e ampie, il selciato a dolce schiena d’asino ricoperto d’erba. Il vicolo corre lungo il muro della Villa Salviati: era un castello trecentesco dei Del Palagio, feudatari della Valle del Mugnone, del quale restano ancora intatti le torri d’angolo e il cammino di ronda coronato di merli. È contornata da un vasto giardino a terrazze e all’interno (difficilmente visitabile) un cortile porticato e una cappella con ricche decorazioni seicentesche. La villa è seminascosta nel verde del parco ed è più apprezzabile dall’opposto piazzale della Badia Fiesolana.
Il Vicolo del Cionfo inizia asfaltato fra villette, alcune delle quali originalmente coloniche, di epoca tardo medievale. La strada giunge in leggera discesa fino a "Il Poderino". Qui l’asfalto cambia in un ciottoloso selciato pedonale, stretto fra antichi muri di buona fattura, che scende in modo deciso fino ad aprirsi in prossimità di un’ampia curva, con ampio e suggestivo panorama, dove spiccano la Torre del Gallo di Arcetri e la Cupola del Duomo. Si giunge poi alla Ferrovia Faentina, affiancata da un passaggio pedonale che, costeggiando i binari, permette di tornare al vicolo di S. Marco Vecchio, da cui l’itinerario aveva avuto inizio. Chi vuole usare l’auto può sostare nella vasta area di parcheggio che il Comune ha previsto come punto di "scambio" tra strada e ferrovia, in località Il Lapo.
Bus n. 1/A takes you near the street called S. Marco Vecchio and the "Vicolo" (or "lane", smaller in dimension and importance) of the same name. Take this latter road, which leads upward between houses, is unpaved at the beginning and then asphalted. There are many villas, both antique and modern, the most notable of which is Villa La Pietra, residence of Sir Harold Acton, which he bequeathed to New York University. Cross the via Bolognese (an important hairpin road) in the part of town known as "La Pietra", to continue along little streets: via la Pietra, via del Poggiolino, passing alongside Villa Salviati, until you get to via Vicolo del Cionfo, an exceptional roadway leading through Florence and up to the hills. Shortly thereafter is the railway, alongside which is a footpath that leads back to S. Marco Vecchio.
LEGENDA
I colori del testo indicano
In nero la descrizione dell'itinerario da percorrere
In
rosso le informazioni storico-artistiche
In
celeste le curiosità e le annotazioni di tipo ambientale
